Salone di Ginevra 2019: riflettori puntati sulle supercar

“Tradizionali” a benzina, oppure ibride o elettriche, le più estreme espressioni dell’industria automotive fanno bella mostra di sé al PalExpo.

Salone di Ginevra 2019: riflettori puntati sulle supercar

di Francesco Giorgi

07 Marzo 2019

Le supercar ai Saloni rappresentano quel “qualcosa” in più che serve ad amplificare l’immagine del singolo evento, a promuovere i contenuti tecnologici messi a punto dalle Case costruttrici; e, più semplicemente, a… far brillare gli occhi agli appassionati. E il Salone di Ginevra non fa eccezione. All’edizione numero 89 della rassegna in cartellone al PalExpo fino a domenica 17 marzo (qui la nostra panoramica sulle novità in esposizione), accanto a “new entry” di grande serie, nuovi modelli all’insegna dell’elettrificazione – leit motiv di Ginevra 2019 -, SUV e crossover (e in generale vetture “a ruote alte”), spiccano le hypercar. Vetture alla portata di poche tasche (o pochissime, in alcuni casi… per un solo fortunato), dai contenuti hi-tech di assoluto livello e dalle prestazioni adeguate, rappresentano la concretizzazione del sogno di possedere “il meglio” che la tecnica – anzi: della passione artigianale – è in grado di offrire.

Ecco una carrellata delle “supercoupé” che quest’anno si lasciano ammirare dai visitatori al Salone di Ginevra 2019. Ai lettori il giudizio: qual è la preferita?

Aston Martin

Lo stand del marchio di Gaydon, a Ginevra 2019, è particolarmente “affollato” di novità e serie speciali. A cominciare dal prototipo AM-RB 003, a motore centrale come le “sorelle” Valkyrie e Valkyrie AMR Pro: si tratta di una concept, tuttavia già si sa che la produzione in piccola serie (500 unità) ha ottenuto “disco verde” dai vertici Aston Martin. Per continuare con Vanquish Vision Concept, Vantage, DB11 AMR e DBS Superleggera, e la seconda big news, ovvero il maxi-SUV a propulsione 100% elettrica Lagonda All-Terrain Concept dalle linee inequivocabilmente “Lagonda”, cioè decisamente anticonformiste (non esistono al mondo Sport Utility dal corpo vettura Shooting Brake) e al di fuori delle mode: anche in questo caso è un prototipo, l’obiettivo è di prefigurare la nuova lineup eco friendly Lagonda, il cui avvio di produzione è fissato per il 2022 nei nuovissimi impianti di St Athan (Galles), definiti dai vertici Aston Martin “La casa dell’elettrificazione”.

Automobili Pininfarina

La attesissima hypercar Battista, prodotta dal marchio Automobili Pininfarina, società distinta da Pininfarina tuttavia anch’essa facente capo al colosso indiano Mahindra Motors, è una delle novità più eclatanti di Ginevra 2019. Il progetto si avvale di uno staff tecnico già in forza a Bugatti, Ferrari, Lamborghini, McLaren, Mercedes-AMG, Pagani e Zonda; ne saranno “tirate” 150 unità, a prezzi stratosferici (si parte da 2 milioni di euro per ciascun esemplare) e con destinazioni nord America, Europa e medio oriente (con equa suddivisione), attraverso dealer accuratamente selezionati. Ciò per meglio comprendere l’assoluta esclusività del programma, basato su un powertrain 100% elettrico che si avvale di quattro motori “zero emission” realizzati dallo specialista croato Rimac, ed in grado di sprigionare una potenza complessiva di 1.900 CV e 2.300 Nm di coppia massima, alimentati da un pacco batterie da 120 kWh, raffreddato a liquido, che offre 450 km di autonomia massima. Pininfarina Battista sarà, quindi, l’autovettura “stradale” più potente mai prodotta in Italia. Quanto a valori prestazionali, questi sono all’altezza delle aspettative: la velocità massima è di 350 km/h (ma è autolimitata), lo scatto da 0 a 100 km/h richiede meno di 2”, e per arrivare a 300 km/h con partenza da fermo basta contare fino a 12.

Bugatti

“Sua Maestà di Molsheim” torna a Ginevra: e lo fa per celebrare a suo modo l’anniversario che ricorre in questo 2019, ovvero i 110 anni dalla fondazione della Maison da parte di Ettore Bugatti. Ovvero con Bugatti Voiture Noire, svelata a fianco della “limited edition” Chiron Sport della quale verranno prodotte 20 unità, ciascuna delle quali presenta una serie di dettagli adornati dal tricolore transalpino: “Voiture Noire” è un esemplare unico che trae ispirazione dalla nobilissima stirpe Bugatti, nella fattispecie la storica Type 57 SC Atlantic, oltretutto una delle vetture dalla più elevata quotazione di sempre. E “Voiture Noire” dimostra (se ancora ce ne fosse bisogno) di essere all’altezza di cotanta progenitrice: se il V16 8.0 quadriturbo sprigiona 1.500 CV e 1.600 Nm di coppia massima, è nella cura dei dettagli che si focalizza l’attenzione degli appassionati, rapiti dalla verniciatura in nero brillante del corpo vettura interamente in fibra di carbonio così come dall’altissima cultura artigianale riservata all’abitacolo. E – diciamolo pure – anche dal prezzo che si dice sia stato sborsato da un collezionista francese per accaparrarsela: 16,7 milioni di euro. Chapeau!

Ferrari

No, la attesa GT ibrida non c’è: per vederla, gli appassionati dovranno pazientare un po’. In compenso, a placare gli animi dei tifosi del Cavallino, ecco Ferrari F8 Tributo fare bella mostra di se a Ginevra 2019. Dichiarata “evoluzione” di Ferrari 488 GTB e 488 Pista, come dire la più alta espressione “Ottovù” per Maranello, Ferrari F8 Tributo ne innalza ulteriormente i valori, tanto dal punto di vista meccatronico (il pluripremiato V8, vincitore in tre edizioni consecutive – 2016, 2017 e 2018 – del titolo “Best Engine of the Year” e l’anno scorso giudicato come “Miglior motore degli ultimi vent’anni”, arriva ora a sprigionare 720 CV, come dire 1,85 CV/litro, e 770 Nm di coppia massima), quanto aerodinamico (nuove prese d’aria dinamiche di aspirazione) e di contenuto (l’abitacolo è tutto nuovo, e inedito è anche il Ferrari Dynamic Enhancer nel programma di guida “Race”).

Ginetta

La piccola factory artigianale di Leeds torna al Salone di Ginevra a più di sette anni dallo sviluppo della sua ultima creazione (in ordine di tempo): si tratta di Ginetta Akula, termine che in russo si traduce con “Squalo”. Ne verranno prodotte soltanto 20 unità (12 delle quali si dice siano già state vendute, a prezzi nell’ordine di 340.000 sterline ciascuna). Sotto il cofano, in posizione centrale davanti all’abitacolo, porta in dote un V8 “aspirato” da 600 CV (potenza decisamente elevata per un motore non turbocompresso; d’altro canto, ciò conferma l’ampio expertise della fabbrica inglese nel motorsport), abbinato ad un cambio sequenziale e dal corpo vettura – sviluppato nella galleria del vento di Williams – che fa largo impiego della fibra di carbonio. Nonostante un’immagine marcatamente “spinta”, dispone di un bagagliaio da 675 litri di capacità: praticamente una… station wagon da corsa!

Hispano-Suiza

A Ginevra 2019 arriva… l’acuto della Carmen. L’accostamento all’opera di Georges Bizet è casuale: si tratta della hypercar 100% elettrica sviluppata (in tempo record, fanno sapere i vertici della holding che ne cura progettazione, messa a punto e, nel futuro, la commercializzazione: appena nove mesi dal foglio bianco all’esposizione del prototipo) da Grup Peralada, holding catalana con a capo il pronipote del fondatore del leggendario marchio Hispano-Suiza. Noblesse oblige, la supercar “zero emission” che fa bella mostra di se al PalExpo, ed il cui nome è omaggio a Carmen Mateu, nipote del capostipite Damiàn Mateu, si ispira volutamente alla storica Hispano-Suiza H6C Dubonnet Xenia del 1938. Ma sotto il cofano presenta due motori elettrici da 1.019 CV di potenza complessiva e 250 km/h (autolimitati) di velocità massima, per un’autonomia dichiarata di 400 km. Ne verranno prodotti 19 esemplari, a partire dalla fine di quest’anno. I prezzi? Elevatissimi: 1,5 milioni di euro.

Koenigsegg

La vettura più veloce del mondo… ancora più veloce: con Jesko (omaggio al padre del fondatore della fabbrica svedese), Koenigsegg evolve il messaggio “estremo” della precedente Agera RS – appunto l’autovettura che ha ottenuto il primato di velocità fra le auto “di serie” – attraverso un profondo re-engineering motoristico (il 5.0 V8 eroga adesso 1.262 CV se alimentato con carburante E95, e fino a quasi 1.600 CV con bioetanolo E85) e di assetto, ora aggiornato con l’adozione sia al retrotreno (come Agera RS) che all’avantreno dell’esclusivo schema “Koenigsegg Triplex”, progettato in partnership con lo specialista Öhlins e preposto al costante controllo dell’altezza da terra del veicolo a seconda delle variazioni del nuovo modulo aerodinamico attivo. Su strada, ciò si traduce in una downforce di 1.000 kg già a 275 km/h ed in 480 km/h di velocità massima dichiarata.

Lamborghini

Sotto gli occhi degli appassionati, lo stand Lamborghini al Salone di Ginevra 2019 presenta tre progetti “estremi”: si tratta di Aventador SVJ Roadster ed Huracàn Evo Spyder. L’evoluzione in tema SVJ (dove “J” sta per “Jota”, denominazione che a Sant’Agata Bolognese contraddistingue i “pezzi” più performanti e specialistici) sarà prodotta in 800 unità per tutto il mondo. Alle spalle di pilota e passeggero, pulsa l’immaginifico V12 da 770 CV e 720 Nm, con consentono alla “ultra-spider” una velocità massima di 350 km/h e di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in 2”9. Riguardo ad Huracàn EVO Spyder, che amplia alle varianti “en plein air” la configurazione EVO, abbina l’esclusivo sistema aerodinamico, il modulo a retrotreno direzionale ed il selettore di modalità di guida “Strada”, “Sport” e “Corsa” al 5.2 V10 da 640 CV e 600 Nm, per una velocità massima di 325 km/h e 3”1 nello scatto da 0 a 100 km/h. Il prezzo della massima tecnologia EVO “a cielo aperto” partirà da 202.437 euro.

Manifattura Automobili Torino

Il progetto Stratos, o meglio: “New Stratos”, si arricchisce del cambio manuale. È la novità di rilievo presentata a Ginevra 2019 da Mat-Manifattura Automobili Torino, che cura lo sviluppo e la produzione della supercoupé disegnata nel 2010 da Pininfarina dietro indicazione del businessman tedesco Michael Stoschek prendendo come base il telaio e l’unità motrice 4.3 V8 aspirato di Ferrari F430. New Stratos “manuale”, alternativa alla versione con cambio robotizzato, sarà “tirata” in 25 unità; al momento, Mat fa sapere di averne venduti due, ad un prezzo di circa 600.000 euro ciascuno.

McLaren

Due “special” (una delle quali in esemplare unico) allestite dagli specialisti MSO, ed una prefigurazione che fa già parlare di se. La presenza McLaren al Salone di Ginevra 2019 catalizza l’attenzione degli appassionati su 600LT Spider by MSO, che ad una manciata di settimane dalla presentazione riceve la “cura” della Divisione di Woking specializzata  nello sviluppo di edizioni in serie limitata e di personalizzazioni in funzione delle esigenze del singolo cliente (tinta carrozzeria Dove Grey con dettagli Napier Green, l’intera gamma di appendici e finiture in fibra di carbonio MSO, configurazione “racing” per l’abitacolo); e su McLaren 720S Spider by MSO, “one-off” che presenta un mix di tre tonalità extra-serie MSO (Cerulean Blue, Burton Blue e Abyss Black – per l’aerokit esterno. E c’è anche l’annuncio di un futuro modello “Grand Tourer”, vale a dire una coupé che abbinerà la consueta immagine hi-tech ed high performance a contenuti di stile inediti e ad una maggiore versatilità di impiego.

Porsche

Le novità di prodotto più recenti animano lo stand Porsche al Salone di Ginevra 2019: un tris di modelli capeggiati dall’anteprima di Porsche 991 Cabriolet della ottava generazione “992”: capote tradizionalmente in tela multistrato e soluzioni aerodinamiche ereditate dalla Coupé di recentissima presentazione, e due versioni-lancio, entrambe equipaggiate con il 3.0 sei cilindri boxer turbocompresso che eroga 450 CV e 530 Nm: 911 Carrera S Cabriolet e 911 Carrera 4S Cabriolet, che su strada dichiarano una velocità massima di 304-306 km/h e 3”8-3”9 per lo scatto da 0 a 100 km/h. Nel ruolo di “damigelle d’onore”, ecco Porsche Cayman 718T e Porsche Boxster 718T (“T”, negli ambienti Porsche, sta per “Touring”), le nuove varianti high performance della lineup di ingresso alla gamma di Zuffenhausen: per loro, l’assetto sportivo con sistema PASM-Porsche Active Suspension Management ribassato, cerchi da 20” ed il “kit” Sport Chrono per l’ottimizzazione della risposta di motore (il 2.0 turbo quattro cilindri da 300 CV e 380 Nm), cambio (a richiesta è disponibile il PDK) e telaio. Di assoluto livello i valori su strada: 275 km/h la velocità massima, e accelerazione da 0 a 100 km/h in 4”9 (con PDK)-5”1.

Puritalia Automobili

La supersportiva Puritalia Berlinetta è una delle novità più interessanti di Ginevra 2019: supercar a propulsione ibrida, porta il marchio della giovane azienda napoletana fondata nel 2012 dall’imprenditore informatico Paolo Parente. Caratterizzata da linee marcatamente rétro accostate a soluzioni ingegneristiche up-to-date (telaio in alluminio, carrozzeria in fibra di carbonio; strumentazione digitale con schermo da 12.3” e modulo infotainment ultra-intuitivo: sono sufficienti due “tocchi” sullo schermo da 10” per entrare nei vari sottomenu), ed una elevatissima cura artigianale nel layout abitacolo, sotto il cofano anteriore – ed in posizione centrale – viene equipaggiata con un’unità 2.9 V8 da 750 CV, sovralimentata con compressore volumetrico, abbinata ad un motore elettrico da 215 CV collegato al retrotreno alimentato da due batterie da 2,6 kW ciascuna. Elevatissimi i valori su strada annunciati: 355 km/h la velocità massima, e 2”7 per lo scatto da 0 a 100 km/h. Se ne prevede una “tiratura” di 150 esemplari, ad un prezzo che si aggirerà su 570.000 euro.

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