Google Car: ora riconoscono anche i bambini

Le auto a guida autonoma del colosso americano vantano la presenza di speciali sensori programmati per riconoscere i più piccoli.

Google Car: ora riconoscono anche i bambini

di Francesco Donnici

05 novembre 2015

Le auto a guida autonoma del colosso americano vantano la presenza di speciali sensori programmati per riconoscere i più piccoli.

Continua spedita la ricerca e lo sviluppo relativo alle ormai celebri Google car, le vetture a guida autonoma realizzate dal colosso informatico di Moutain View che da tempo percorrono le strade americane per affinare e rendere sempre più sicura la loro tecnologia. Secondo i dati diramati, sono ben 48 le vetture a guida autonoma di Big G che circolano sulle strade della California e del Texas, dove hanno raggiunto 2 milioni di km percorsi.

Per migliorare ulteriormente la sicurezza offerta dalle proprie auto, il giorno di Halloween, Google ha chiesto a diverse famiglie con bambini di girare intorno alle vetture parcheggiate, in modo che i sensori con cui sono equipaggiate questo tipo di auto imparassero a riconoscere i bambini.

“Insegniamo alle nostre auto a guidare con la massima attenzione e cautela in presenza dei bambini” queste le parole dell’azienda americana diffuse tramite un comunicato ufficiale. “Se i sensori riconoscono bimbi, il software elabora le informazioni e dà l’imput per un differente comportamento rispetto quello proposto per gli adulti. I loro movimenti possono essere più imprevedibili – attraversano improvvisamente la strada, o corrono lungo un marciapiede – e la loro presenza può essere nascosta dai veicoli parcheggiati”.

In questo modo, Google punta ad eliminare definitivamente il pericolo di incidenti su strada, anche se questo ambizioso obiettivo risulta ostacolato dal comportamento indisciplinato degli altri automobilisti che in più di un’occasione ha messo in crisi il sistema di guida autonoma di Google. Se infatti si analizzano gli incidenti accaduti alle Google Car, scopriamo che praticamente tutti sono stati causati dalla distrazione degli altri automobilisti, oppure da uno sbaglio effettuato dall’autista di sicurezza che si trovava a bordo di queste tecnologiche auto.

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