Obama e Marchionne nomineranno il CdA Chrysler

Casa Bianca e Lingotto pronti a nominare un CDA "governativo" per la Chrysler. Lo ha dichiarato ieri sera Bob Nardelli

Un Consiglio di amministrazione esterno a Fiat e a Chrysler: dirigenti che non appartengano a nessuna delle due Case. Ecco quali sarebbero le figure nominate dal Governo USA e dalla Fiat per il Gruppo di Detroit.

E' quanto anticipato ieri sera dall'attuale Amministratore delegato della Chrysler, Bob Nardelli, se sarà portato a termine il piano di alleanza fra le due Case, che secondo le indicazioni (o meglio sarebbe dire: gli incarichi di responsabilità) conferiti nelle scorse settimane dall'amministrazione Obama andrà completato entro la fine di Aprile: l'unico "passo" indicato per ottenere i fondi di emergenza dal Governo degli Stati Uniti ed evitare la bancarotta alla Chrysler.

In questo caso, il pensiero di Nardelli è chiaro: l'alleanza con la Fiat porterebbe dei benefici per tutti. Anche se questo vorrebbe dire, per lui, dire addio alla poltrona presidenziale.

Allo stato attuale, la Chrysler detiene circa 7 miliardi di dollari prestati dal Gruppo Daimler: una somma che non venne restituita al momento dello scioglimento della partnership nel 2007. E bisogna considerare che la Daimler, che nella vicenda Chrysler-Fiat ha preso la posizione di "socio ombra", possiede ancora il 20 per cento delle partecipazioni nel Marchio americano.

Per questo, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta incontrando con una certa frequenza i rappresentanti della Daimler, per chiedere loro, in buona sostanza, di scendere a più miti consigli (secondo Nardelli, la richiesta è stata di "Concedere ulteriori e significative concessioni").

Come conseguenza, secondo alcune voci vicine alla dirigenza della Chrysler, in questi giorni i creditori più importanti stanno preparando una contromossa per il Tesoro: si tratterebbe di una richiesta per entrare a far parte del capitale azionario congiunto Chrysler-Fiat e una certa somma di denaro in cambio della rinuncia alla restituzione dei 7 miliardi di debiti.

Dal canto suo, la Chrysler è in trattativa con i Sindacati dei lavoratori dell'auto USA (UAW) per ristrutturare il piano delle pensioni, attraverso la conversione di una parte dei pagamenti in azioni del Gruppo; mentre con i Sindacati canadesi (CAW) si cerca di ridurre le paghe e le indennità per equipararle a quelle dei lavoratori di altri Paesi.

E il ruolo dei sindacati, in questa vicenda, è di primaria importanza. Secondo Nardelli, "Gli accordi che stiamo cercando con i Sindacati, in special modo quelli degli Stati Uniti, sono basilari per ricevere un ulteriore aiuto da Governo e completare l'alleanza con la Fiat".

Dal Canada, le organizzazioni sindacali hanno fatto sapere di essere disposti a riprendere il dialogo con i vertici della Chrysler per lunedì prossimo, e di avere invitato Sergio Marchionne. Il quale, nei giorni scorsi, era stato critico, avendo sostenuto che le difficoltà di dialogo fra la Chrysler e i sindacati hanno ridotto le possibilità di completare la partnership con la Fiat.

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di Francesco Giorgi | 17 aprile 2009

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