Sicurezza: l’obiettivo 2018 è sensibilizzare sull’uso corretto del cellulare

Oltre che vietato dal CdS, l’uso scorretto del telefonino è fra le principali cause di incidenti stradali. Nasce da qui la campagna “Quando guidi, guida e basta” promossa da Anas, MIT e Polizia di Stato.

Sicurezza: l'obiettivo 2018 è sensibilizzare sull’uso corretto del cellulare

di Francesco Giorgi

21 maggio 2018

La sicurezza stradale comincia dalla consapevolezza delle nostre azioni: quando ci si mette alla guida di un veicolo, è bene tenere sempre a mente che il primo passo verso una pacifica convivenza con tutti gli altri utenti (automobilisti, motociclisti e autotrasportatori, ciclisti e pedoni) è l’attenzione: distrarsi può voler dire trovarsi coinvolti in spiacevoli inconvenienti; e le conseguenze sono facilmente immaginabili. Del resto, rende noto l’Anas in queste ore sulla scorta delle rilevazioni Istat, una delle principali cause di incidente stradale viene proprio additata alla distrazione: nel 2016, i sinistri imputabili alla guida distratta sono stati più di 36.000. Come dire, il 16,2% degli incidenti stradali.

Una stima analoga, frutto di una indagine svolta dalla Commissione europea, ha recentemente stabilito come una inadeguata attenzione sia la causa del 10-30% di incidenti. Ed è – purtroppo – facile l’individuazione di uno dei principali fattori di distrazione: “specchio dei tempi”, è uno scorretto impiego del telefono cellulare (smartphone e altri device portatili compresi) che vengono presi in mano e utilizzati, sì, per il loro compito precipuo (telefonare, intrattenersi, ricevere o inivare messaggi, navigare online); ma proprio mentre si è alla guida.

“Non prestare una piena attenzione può condurre ad una perdita di controllo o ad una andatura incerta che può mettere a rischio se stessi e gli altri”, specifica a questo proposito una scheda informativa compilata da Anas in queste ore, indicando altresì come “Sebbene non esista una definizione comune del termine ‘distrazione’ per il guidatore, generalmente si conviene che il guidatore è distratto quando la sua attenzione è focalizzata su qualcosa di diverso della guida”. Ovvero: “Distrazioni visive, uditive, biomeccaniche (regolazioni degli apparecchi di bordo) oppure distrazioni cognitive (sovrappensiero). Poiché guidare è prima di tutto un’attività che coinvolge le capacità visive, le distrazioni visive sono tra quelle più pericolose. In ogni caso l’importante è capire che non è possibile fare due cose contemporaneamente quando una di queste è guidare”.

Dati alla mano, appare significativo osservare come l’atto di scrittura di un messaggio equivale a 10 secondi di distrazione e a percorrere 300 metri senza guardare la strada. E ancora: scattarsi un “selfie” sottrae 14 secondi dalla necessaria attenzione alla guida. E se “buttare un occhio” al social network richiede 20 secondi in media (che, se si procede a 100 km/h, è come dire percorrere l’equivalente di cinque campi da calcio “al buio”), si evince che il rischio di incidente stradale, per chi utilizzi il cellulare o lo smartphone alla guida di un veicolo, è potenzialmente fino a quattro volte superiore rispetto a chi non ne faccia uso.

Di più: chi guida e, nello stesso tempo, usa un device elettronico, ha tempi di reazione aumentati del 50%, e impiega mediamente 39 metri in più (a fronte di 8 se si usa l’auricolare o un kit vivavoce) per fermare il proprio veicolo. Nel complesso, indica Anas, usare un dispositivo elettronico abbassa la soglia di attenzione rendendola simile a quella di chi guida con un tasso alcolemico di 0,8 g/litro (il limite è 0,5).

Va da se, d’altro canto, che – art. 173 del Codice della Strada – l’utilizzo di qualsiasi telefono cellulare (permesso esclusivamente con kit predisposti) mentre si è alla guida di un veicolo, anche soltanto per mandare un Sms, rende l’utente che viene “pizzicato” soggetto ad una sanzione amministrativa da 161 a 646 euro e alla decurtazione di 5 punti patente.

Quanto disposto dal legislatore dovrebbe essere in teoria sufficiente a scoraggiare eventuali “furbetti del telefonino”. In realtà, le cose non sempre stanno così. Ecco altre “aride cifre” che tuttavia aiutano a rendersi conto del fenomeno: è ancora l’Istat a snocciolarle. Il numero delle vittime sulle strade, nel 2016 aveva finalmente registrato una battuta d’arresto, con 145 deceduti in meno rispetto al 2015. Nel 2017 l’incidentalità, rilevata da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, ha evidenziato una preoccupante inversione di tendenza, con un aumento degli incidenti mortali dell’1,4% (22 in più del 2016, da 1.547 a 1.569) e, soprattutto, delle vittime del 2,7% (45 deceduti in più, da 1.665 a 1.710).

Sono aumentate anche le infrazioni, dovute all’uso improprio dello smartphone: 65.104 sono le infrazioni commesse nel 2017 per il mancato utilizzo di apparecchi vivavoce o dotati di auricolare, il 7,1% in più rispetto al 2016.

Alla vigilia dei maxi-esodi delle vacanze estive, mentre milioni di utenti iniziano a pensare al corretto equipaggiamento del proprio veicolo (condizioni d’uso, manutenzione, stato degli pneumatici), è opportuno affrontare anche la questione legata alla sicurezza stradale per se, e soprattutto per gli altri, che nasce dalla corretta attenzione mentre si è alla guida.

Nasce da questi presupposti la nuova campagna per la sicurezza stradale 2018 promossa da Anas (Gruppo FS Italiane) in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato.

Un progetto rivolto alla sensibilizzazione degli utenti ad usare la necessaria prudenza e una adeguata concentrazione quando si è “padroni” del proprio veicolo. Non a caso, il claim dell’iniziativa è “Quando guidi, guida e basta”: ed è rivolto in particolar modo ai pericoli che derivano dall’utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è alla guida. Obiettivo della campagna 2018 è, infatti, far percepire come i comportamenti scorretti o che sono diventati consuetudini spesso consolidate, rappresentino invece un pericolo per se stessi e per gli altri quando si è alla guida.

“Anas – indica l’amministratore delegato di Anas Gianni Vittorio Armani – è costantemente impegnata nell’assicurare la sicurezza di chi è in viaggio. Dal 2015, in controtendenza rispetto al passato, abbiamo avviato un vasto programma di manutenzione programmata destinando a essa il 45% delle risorse. Oggi, rispetto a due anni fa, abbiamo aumentato la spesa per la manutenzione di oltre il 50% con l’obiettivo di far crescere il livello di sicurezza e comfort di guida degli utenti. Purtroppo questo non basta: oltre il 90% degli incidenti derivano dal comportamento del guidatore e, come mostrano i dati degli ultimi anni, tra le cause che mettono a rischio la sicurezza di chi guida c’è soprattutto la distrazione. Per questo organizziamo campagne di informazione per promuovere la cultura della sicurezza: è fondamentale far capire che è indispensabile una maggiore attenzione mentre si guida e il rispetto delle regole del Codice della Strada”.

Dal canto suo, anche il direttore del servizio di Polizia stradale Giovanni Busacca mette in guardia gli utenti dall’attuare comportamenti potenzialmente pericolosi: “Quando parliamo di sicurezza stradale non possiamo prescindere dall’analisi delle cause che la insidiano: alle tradizionali fonti di pericolo come la velocità, la guida sotto l’effetto di  alcool  e/o  sostanze stupefacenti  e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza,  si aggiungono oggi nuovi comportamenti ‘rischiosi’, come  la distrazione ed in particolare l’utilizzo dello smartphone alla guida. Gli smartphone oggi ci connettono costantemente al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, ‘selfie’ scattati mentre si è alla guida: tutte operazioni che impediscono di mantenere lo sguardo sulla strada e le mani sul volante, interferendo pericolosamente sui tempi di reazione e sull’attenzione dei conducenti, con rischi elevatissimi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.

Ed ecco spiegati gli obiettivi della campagna sulla sicurezza stradale Anas-MIT-Polizia di Stato (tutte le informazioni possono essere consultate sulla pagina Web guidaebasta.it): rendere l’utente più consapevole sui rischi che derivano dalla distrazione, dalle cattive abitudini alla guida e dal mancato rispetto delle regole del Codice della Strada.

L’iniziativa “Quando guidi #GUIDAeBASTA” racchiude, in uno spot di circa 30” che verrà pubblicato anche sui profili social Anas Spa di Facebook, Instagram e Twitter nonché sullo specifico canale Youtube, la pericolosità di azioni quotidiane che non vengono compiute in sicurezza oppure utilizzando gli oggetti in maniera impropria: radersi con un machete, asciugarsi i capelli in una vasca da bagno piena di acqua, affettare il cibo con una motosega. E, soprattutto, guidare e nello stesso tempo prendere in mano il telefono cellulare.

Anche per questo, è possibile impostare il proprio cellulare in “modalità di guida”: attraverso una App Guida e Basta disponibile per iOs e Android, l’utente ha la possibilità di inoltrare a un gruppo di contatti “preferiti” un messaggio per comunicare loro che ci si sta per mettere in viaggio e che per tutta la durata di tempo selezionata non sarà possibile rispondere al telefono. L’applicazione blocca l’accesso alle impostazioni e consente, durante la sosta, di inviare la propria posizione geografica in modo da tenere aggiornati i contatti preferiti sull’andamento del viaggio.