Nella Motor Valley nasce l'auto del futuro

Nel triangolo Modena-Reggio-Ferrara 158 ricercatori al lavoro per realizzare vetture più ecologiche, economiche e sicure

Estremamente silenziosa, dai bassi consumi, accessibile e più sicura delle vettura di oggi. E' questo l'identikit dell'auto del futuro nella testa dei 158 ingegneri che lavorano in quattro laboratori e due centri per l'innovazione della rete Intermech, soggetto attivo nel triangolo fra Modena, Reggio e Ferrara, che ha presentato alcune novità in occasione del Motorsport Expotech, il salone del motorismo sportivo che si è svolto nei giorni scorsi.

Fra le soluzioni in fase di sviluppo ci sono un nuovo sterzo x-by-wire adottato, al momento, da un trattore rasaerba e che secondo i tecnici dell'istituto di ricerca tecnologica Intermech è destinato a rivoluzionare i sistemi di guida tradizionali. Il veicolo non ha più volante e ruote collegate meccanicamente, ma attraverso sistemi di controllo elettronici.

Un vantaggio, soprattutto sul fronte della sicurezza, in quanto senza il piantone del volante scompare una delle principali cause di traumi per il guidatore.

Grazie ai collegamenti meccatronici tra volante e ruote, inoltre, i laboratori Intermech stanno sperimentando un sistema di sterzo capace di adattarsi alle caratteristiche del guidatore, assecondandone le capacità e compensandone i limiti.Si lavora, in particolare, su rapporti di trasmissione che cambiano con la velocità e l'angolo del volante - sono già in corso dei test su un simulatore di guida - così come sulla variazione del ritorno di forza restituito sul volante al variare del contesto di guida, tra strada di città, extraurbana e autostrada.

Sul fronte del comfort di guida i tecnici attivi a Ferrara stanno portando avanti la sperimentazione di nuove soluzioni per separare l'abitacolo e il vano motore attraverso l'impiego di materiali leggeri ed economici, ma allo stesso tempo isolanti in modo da garantire un'ottima silenziosità di marcia anche sulle vetture meno costose.

A Modena, invece, il gruppo di ricerca dedicato alle trasmissioni meccaniche ha messo a punto una metodologia di calcolo di ingranaggi per cambi di velocità a ridotta rumorosità di ingranamento. In fase di studio anche soluzioni tecnologiche anti-attrito e anti-usura: microstrutturazioni superficiali e rivestimenti particolari in grado di abbattere fino al 75% il coefficiente d'attrito. "Un'innovazione importante - affermano I tecnici della Intermech - se si pensa che il 40% del carburante che consumiamo se ne va proprio per dissipazioni in attrito di varia natura".

"L'automotive - spiega il professor Angelo Andrisano, coordinatore della rete Intermech - è indubbiamente uno dei settori più forti per l'economia locale. Per assicurarci un futuro all'altezza del nostro passato dobbiamo però lavorare per fare evolvere i nostri prodotti, spingere sull'innovazione e rimanere stabilmente un passo oltre i nostri concorrenti". "Per far questo - aggiunge - serve un'alleanza forte tra università e imprese, obiettivo che sta alla base della costituzione della rete Intermech, capace di mettere a disposizione delle aziende competenze e tecnologie".

I quattro laboratori della rete Intermech, che interagiscono con diversi centri universitari, sono il Lav di Ferrara (Laboratorio metodi di acustica e vibrazione), il Mectron di Reggio Emilia (Laboratorio di meccatronica), Simech (Laboratorio di simulazione e progettazione integrata) e Sup&rman (Laboratorio superfici e ricoprimenti per la meccanica avanzata e la nano meccanica) di Modena. A questi si uniscono due centri che garantiscono il trasferimento alle imprese delle competenze e delle tecnologie presenti nei laboratori, Democenter-Sipe, attraverso il proprio centro specializzato Cittamec, e Reggio Emilia Innovazione.

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di Lorenzo Stracquadanio | 19 ottobre 2009

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