F1: Red Bull vola, ma la Ferrari è vicina

Mark Webber al GP d'Ungheria strappa la leadership del Mondiale di Formula 1, ma Alonso con il suo secondo psoto fa ben sperare la Ferrari

In un campionato di Formula 1 dominato quest'anno dalla Red Bull del geniale Adrian Newey rimane ancora un dubbio: chi dei due piloti della scuderia austro-inglese, che partivano ancora alla pari in Ungheria, potrà avere la meglio? Bel quesito, visto che alla fine della prova ungherese i due sono ancora al comando del campionato distaccati di soli dieci punti, tallonati a sandwich da uno sfortunato Hamilton, ma sempre davanti alle Ferrari. I due sono nettamente diversi. Che Sebastian Vettel, giovanissimo, sia astro nascente, velocissimo, lo testimoniano le sue pole position. Ma l'australiano Mark Webber, leggermente più "datato", ha caratteristiche diverse, una guida più "pulita", una tenacia in gara incredibile. Doti che ha dimostrato ancora una volta all'Hungaroring, quando ha dovuto portare a termine una strategia imposta dai box che sembrava dover favorire ancora una volta il compagno di squadra. Che all'uscita della safety car è stato prontamente richiamato al pit stop per cambiare gomme, mentre Webber è stato lasciato in pista. Ma l'australiano non si è lasciato scoraggiare, e pur sempre con gomme tenere è riuscito nell'impresa di portare a termine ben 44 giri prima di rientrare ai box, solo quando aveva accumulato un margine sufficiente per poter uscire di nuovo in pista al comando della gara.

E da quel momento ha ancora accelerato, infliggendo secondi su secondi al ferrarista Alonso che aveva il suo da fare nel contenere la rimonta di uno scatenato Vettel, mentre il leader del mondiale, Hamilton, doveva ritirarsi per un problema al cambio. Che Vettel sia un po' più coccolato, viziato, lo si può ben capire, data la sua giovane età e la sua irruenza. Ma questo australiano così solido, e allo stesso tempo delicato alla guida, da poter usare assetti migliori che non insidiano i pneumatici, è ora certamente da tenere in considerazione per il resto della stagione. Che si presenterà, con la prossima gara a fine agosto a Spa, su un circuito completamente diverso dall'Hungaroring, velocissimo, sulla carta meno adatto alle Red Bull che prediligono circuiti con grande carico aerodinamico.

Ma se le Red Bull, forse per via dello sponsor che le "mette le ali" sono sembrate su un altro pianeta, come ha ammesso il brasiliano Massa, c'è da dire che le Ferrari non sono poi così distanti. Questa volta dobbiamo riscontrare finalmente una buona partenza da parte di Alonso, che ha bruciato Webber ed ha insidiato nella prima curva anche il poleman Vettel. Ed anche una buona strategia di gara, con cambi gomme all'altezza delle migliori prestazioni dei meccanici di Maranello. Ma se Alonso è sempre rimasto praticamente in seconda posizione, il compagno di squadra Massa, che rientrava un anno dopo sul circuito che lo aveva visto protagonista di un brutto incidente, non è mai stato nelle prime posizioni. E da qui si capisce l'andamento della classifica del Mondiale Squadre, con la Ferrari che è solo terza ma distaccata di una settantina di punti dalla Red Bull.

Detto del via, e del buono scatto di Alonso che si è piazzato tra le due Red Bull, da sottolineare che ancora una volta l'intervento (forse esagerato) della safety car, per permettere ai commissari di recuperare un frammento di alettone di Liuzzi, ha finito per modificare ancora le cose. Nel trambusto ai box, per il cambio gomme, Kubica imbrogliato da un cattivo segnale del capomeccanico, è uscito di scatto centrando il sopravveniente Sutil. E pochi secondi dopo la Mercedes di Rosberg è partita su tre ruote, con un pneumatico posteriore che si è messo pericolosamente a volare nei box, finendo per colpire per fortuna senza troppi danni un meccanico della Williams.

Sempre in questo regime l'errore (ma errore è stato?) di Vettel, che ha lasciato tra la sua Red Bull e quella del compagno un largo margine (il regolamento prevede che non ci debba essere uno spazio superiore a 10 monoposto...) regalandogli la possibilità di guadagnare tempo e spazio prima del pit stop. Webber, assieme a Barrichello, erano rimasti in pista e hanno continuato a girare con gomme morbide. L'australiano ha forzato giro dopo giro, ed ottenuto il margine di secondi sufficiente, è entrato ai box uscendo con gomme fresche e ancora una manciata di secondi sul duo Alonso-Vettel. La gara è finita qui, praticamente con questo ordine, che ha stabilito una nuova graduatoria nel Mondiale con Webber ora al comando con dieci punti di vantaggio sul compagno.

Da registrare, tra le ultime emozioni, la rincorsa scatenata di Barrichello che voleva superare a tutti i costi Schumacher. C'è riuscito, rischiando di essere "stampato" contro il muretto box, per la manovra difensiva esagerata del tedesco, che ha così rimediato una penalizzazione di dieci posizioni per la prossima gara in programma a Spa a fine agosto.

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di Leopoldo Canetoli | 02 agosto 2010

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