WorldF3st: la prima Formula 3 ecologica

Nasce in Inghilterra e correrà nel Campionato F.3 nazionale una monoposto a biodiesel realizzata con materiali organici e riciclati

Benvenuti nel futuro dell'automobilismo sportivo: ora è la volta della Formula 3, ma in futuro potrà essere la Formula 1...

Così il Warwick Group, facente parte dell'Università di Warwick, Gran Bretagna, presenta la World First F.3, la prima monoposto per questa categoria, che correrà nel campionato inglese, realizzata con il supporto di diverse aziende impegnate nel settore dei materiali rinnovabili.

Nel momento in cui anche il mondo della Formula Uno si preoccupa di costi crescenti e di sponsor (calanti), il Warwick Innovative Manufacturing Centre cerca di provare all'industria automobilistica che è possibile realizzare una vettura da corsa competitiva utilizzando in massimo di materiali ecocompatibili.

Così è stata realizzata questa monoposto, pronta per il Campionato Formula 3 inglese, che come è noto aprirà la partecipazione alle vetture alimentate da carburanti alternativi come il biodiesel. La parte del leone l'ha fatta la Lola, la nota azienda di Huntingdon, specializzata nella costruzione di auto da competizione, che ha fornito il telaio.

Ma non sono meno importanti i molti altri fornitori. La Scott Racing ha procurato il motore due litri che funzionerà a biodiesel, la Yazaki la maggior parte dei cablaggi elettrici. La Life si occuperà del marketing della F3rst Racing, così si chiamerà la squadra, la Milled Carbon, che ricicla particolari in fibre di carbonio, ha realizzato il cofano motore con questi materiali.

Anche i laboratori dell'Università di Ulster hanno fatto avere particolari in fibre composite, mentre la Pace ha studiato un sistema completo di lubrificazione con olii rinnovabili. Dalla Cray Valley, che ricicla le bottigliette di plastica delle acque minerali arrivano le pance, costruite appunto con questi materiali riciclati.

La BASF ha fornito particolari vernici di rivestimento dei radiatori, dalla Lear è arrivato il sedile, anche questo in materiali riciclabili come la fibra di lino, dalla CelluComp il volante in fibra ottenuta dalle carote, dalla Biopolymer gli specchietti laterali ottenuti con una fibra a base di patate. E poi ancora la Vanflet ha fornito materiali preimpregnati e la Avon pneumatici con ridotta percentuale di olii aromatici.

Il cambio, lubrificato con olii biodegradabili, viene fornito dalla Hewland, altra azienda che non ha bisogno di presentazioni, gli olii vengono dalla Fuchs, freni e frizione dalla AP Racing, filtri dalla Sogef e ammortizzatori dalla Koni. Un bel cocktail, non c'è che dire. E pare che tutto assieme funzioni anche molto bene...

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di Leopoldo Canetoli | 27 aprile 2009

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