Acceleratore Alfa Giulietta: la risposta Fiat

In una nota il Lingotto comunica il risultato delle sue verifiche su pedale dell'acceleratore della Giulietta rimasto incastrato durante un test

Alfa Romeo Giulietta

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Il pedale dell'acceleratore, dopo il maxi richiamo di Toyota, è stato protagonista anche in una recente vicenda che ha coinvolto la nuovissima Alfa Romeo Giulietta. Questa volta, tuttavia, i toni sono assai più smorzati perché il caso creato dalla rivista tedesca Autobild sembrerebbe non trovare effettivo riscontro nei fatti, almeno secondo quanto riferito dal Lingotto in una nota ufficiale. Ecco come sono andate le cose.

L'accusa di Autobild

In un articolo pubblicato lo scorso 10 giugno, Autobild denunciava un potenziale difetto al pedale dell'acceleratore sulla Giulietta, le cui consegne allora non erano ancora iniziate e ad oggi sono comunque alquanto limitate. Il pedale, in particolare, durante un test si sarebbe spostato lateralmente verso sinistra bloccandosi nella posizione di fine corsa, sul pavimento dell'abitacolo. La notizia è immediatamente circolata su tutti i magazine europei e anche noi l'avevamo riportata. Nel frattempo l'amministratore delegato di Alfa Romeo Harald Wester aveva ridimensionato il potenziale problema e aveva promesso delle verifiche tecniche più approfondite ed eventualmente la sostituzione del pezzo prima dell'inizio delle consegne.

La risposta del Lingotto

Oggi i risultati di quei test sono stati comunicati da Fiat, che rimanda al mittente le accuse su un problema che in realtà non esisterebbe nelle normali condizioni di utilizzo della vettura. "I tecnici di Fiat Group Automobiles hanno esaminato e verificato attentamente e ripetutamente - dichiara il comunicato ufficiale - anche attraverso prove sperimentali il fenomeno descritto. Secondo i test effettuati il blocco può verificarsi solamente nel caso in cui al pedale, già spinto e trattenuto a fine corsa, venga applicata una spinta laterale addizionale elevatissima. Si tratta di una spinta laterale (da destra verso sinistra) estrema (275 N pari a non meno di circa 28 chilogrammi), del tutto anormale rispetto alla spinta esercitata sul pedale dell'acceleratore da un normale conducente, che non supera i 50 N (tra 4 e 5 chilogrammi) e viene di regola applicata dall'alto verso il basso o, tutt'al più, da sinistra verso destra. Il fenomeno deriva quindi da un comportamento del tutto anomalo e imprevedibile, tanto che è stato possibile riprodurlo solo intenzionalmente e dopo numerosi tentativi".

Dalle parti di Torino fanno poi sapere che la tecnologia impiegata per il pedale dell'acceleratore della nuova Giulietta è diffusamente impiegata nell'intera industria automobilistica e non solo da Fiat. Inoltre, la Giulietta come molti altri modelli del Gruppo è dotata del Brake Override System, un sistema che "garantisce il controllo del veicolo anche in situazioni estreme, quali quella descritta. Tutte le volte in cui vengono premuti insieme il pedale dell'acceleratore e quello del freno, questo sistema assicura che il segnale proveniente dal pedale del freno prevalga su qualsiasi altro comando e che il motore venga automaticamente portato (indipendentemente dalla condizione dell'acceleratore) al numero di giri minimo, cosicché il veicolo possa essere facilmente arrestato".

Gli interventi

Per tranquillizzare i numerosi clienti che hanno già ordinato la vettura e per non penalizzare le vendite future di un modello chiave per Alfa Romeo, Fiat ha annunciato comunque un intervento sul componente che renderà impossibile il bloccaggio del pedale nelle circostanze descritte. I clienti che hanno già ricevuto la loro vettura saranno contattati per effettuare gratuitamente la modifica. Non sono invece stati comunicati provvedimenti per altri modelli del Gruppo Fiat che montano lo stesso pedale come la Fiat Stilo, la Fiat Bravo e la Lancia Delta. Fiat rassicura comunque gli acquirenti di queste vetture: "I tecnici di Fiat Group Automobiles continueranno a tenere sotto costante controllo il comportamento dei veicoli e non esiteranno ad adottare le opportune misure correttive, se necessarie".

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di Andrea Tomelleri | 22 giugno 2010

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