Lamborghini investe nella fibra di carbonio

Inaugurato a Seattle un centro studi per lo sviluppo del materiale ultraleggero e resistente

La fibra di carbonio è ormai una componente che non può mancare in una vettura supersportiva. Lo sa bene Lamborghini che, per questa ragione, ha deciso di investire in modo massiccio nel materiale, presentando l'Advanced Composite Structures Laboratory Automobili Lamborghini (ACSL), un laboratorio dove nei prossimi anni verranno sviluppate tecnologie basate sulla fibra di carbonio da implementare nelle vetture del futuro.

La scelta della città è caduta su Seattle dove il marchio italiano, in questa attività di sviluppo, potrà far leva su partnership di peso con la University of Washington di Seattle e con aziende specializzate nel settore aeronautico come Boeing e Federal Aviation Administration, l'agenzia federale statunitense per l'aviazione civile, con l'obiettivo di "promuovere progetti a lungo termine dell'istituto universitario per l'applicazione dei risultati alle celebri supersportive".

Secondo Mark Emmert, rettore dell'ateneo la collaborazione "consentirà ai nostri studenti di lavorare su problemi e realtà concrete". Dal canto suo Stephan Winkelmann, presidente e Amministratore delegato di Lamborghini, ha ricordato come la Casa di Sant'Agata Bolognese "da sempre si ispira alla tecnologia aerospaziale".

Basti pensare alla Lamborghini Reventon che nel design riprende le forme del caccia da combattimento Stealth. Questa collaborazione ha continuato Winkelmann "è un importante passo per approfondire i nostri programmi di ricerca e sviluppo che saranno un riferimento costante nell'evoluzione delle tecnologie basate sulla fibra di carbonio".

La fibra di carbonio, spiega l'azienda, è un materiale perfetto per la produzione di auto supersportive soprattutto per la densità del materiale, molto più bassa rispetto a quella dell'acciaio. Consente inoltre di ridurre il peso e migliorare le performance della vettura, abbassando il rapporto peso/potenza, ma riducendo anche le emissioni di CO2 mediante la riduzione della massa totale.

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di Lorenzo Stracquadanio | 08 ottobre 2009

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