L'incredibile storia del Gruppo B

Ripercorriamo la storia del Gruppo B, categoria di auto da competizione entrata nella leggenda.

Immaginate di iniziare un prova speciale accelerando da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e di sfrecciare su uno sterrato a oltre 200 km/h. Prestazioni così erano possibili in un unico un periodo nella storia del rally, durato pochi anni, ma entrato nella leggenda. Si tratta del famigerato Gruppo B.

Instituito dalla FIA nel 1982, il Gruppo B è una categoria di auto da competizione, sia da pista che da rally, diventata celebre per aver rappresentato la massima espressione della tecnica motoristica, finalizzata alla vittoria. Il segreto del Gruppo B era celato nel suo regolamento tecnico poco stringente, che ha permesso di sviluppare le vetture più potenti e performanti mai costruite nella storia del rally. Per omologare una vettura era necessari solo 200 esemplari prodotti del modello di base, mentre per le ulteriori evoluzioni dell'auto appena 20 esemplari. Non c'erano limitazioni di potenza, tecnologia e massa: un fattore che ha portato a prestazioni strabilianti, tuttora insuperate. La categoria era studiata appositamente per i grandi costruttori, che potevano sperimentare nuove soluzioni tecniche per puntare alla vittoria e successivamente importarle nella produzione di serie. Il Gruppo A, che prevedeva l'omologazione di auto prodotte in almeno 5.000 esemplari all'anno, era pensato invece per favorire i privati con limitazioni di potenza, peso e budget.

Sulle vetture del Gruppo B il rapporto peso potenza era estremamente favorevole. Parliamo di vetture con un peso di circa 900 kg e capaci di erogare fino a 500 cavalli. La Lancia Delta S4, ad esempio, con una massa di 970 kg e 480 CV erogati dal suo 4 cilindri Abarth era in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 2,3 secondi. La Peugeot 205 T16 Evo 2 vantava un peso di appena 910 kg e una potenza ufficiale di 500 CV, stimata di 600 CV. La Audi Quattro Sport S1 aveva una potenza di 590 CV per 1090 kg.

Il problema delle vetture Gruppo B era strettamente legato al loro punto di forza, ossia la straordinaria potenza. La cavalleria a disposizione risultava difficile da gestire su telai molto leggeri, spesso non in grado di garantire una stabilità ottimale, e con pneumatici inadeguati se comparati agli attuali. Numerosi furono gli incidenti mortali, con vittime sia tra i piloti sia tra gli spettatori. Determinante fu però l'incidente mortale che nel 1986 coinvolse il pilota Henri Toirvonen e il copilota Sergio Cresto su Lancia Delta S4 durante il rally di Corsica. A seguito delle polemiche generate sulla sicurezza del Gruppo B, la FIA decise di cancellare questa categoria, dopo solo quattro stagioni. Dal 1983 al 1986 furono disputare 48 gare, che videro protagonisti soprattutto tre costruttori come Lancia, Audi e Peugeot, e piloti poi entrati nel mito come Walter Röhrl, considerato trai i piloti più forti di tutti i tempi.

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di Andrea Tomelleri | 20 maggio 2016

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