Usa: consumare meno si può, ma costa!

Stati Uniti: la tecnologia odierna potrebbe portare a far diminuire i consumi delle auto, ma i prezzi s’impennano

Usa: consumare meno si può, ma costa!

di Andrea Barbieri Carones

08 giugno 2010

Stati Uniti: la tecnologia odierna potrebbe portare a far diminuire i consumi delle auto, ma i prezzi s’impennano

Una ricerca effettuata negli Stati Uniti ha mostrato che nei nuovi veicoli il consumo di carburante potrebbe potenzialmente essere tagliato del 50% senza incidere sulle prestazioni o sulla sicurezza.

La notizia, che è come una musica soave nelle orecchie degli automobilisti alle prese col caro carburante, fa però a pugni con i costi che le Case costruttrici dovrebbero sostenere per raggiungere tale obiettivo. Costi che graverebbero sul portafogli degli acquirenti che dovrebbero pagare fino a 6.000 dollari in più per acquistare una di queste macchina. Ossia quasi 5.000 euro.

I dati di questa ricerca, effettuati da una sorta di Istat americano, non potevano cadere in un momento migliore, considerando il prezzo del carburante e il danno ambientale che si sta consumando nel golfo del Messico, dove una marea di petrolio si sta riversando in quelle acque.

I consumatori dovranno abituarsi a fare bene i propri calcoli: spendere un po’ di più per acquistare un’auto a bassissimi consumi e poi recuperare l’investimento spendendo meno in benzina oppure sceglierne una con un prezzo più basso ma poi vedere il proprio portafogli che si svuota alla pompa.[!BANNER]

In particolare, la tecnologia odierna permetterebbe di ridurre i consumi del 29% in auto di media e grossa cilindrata dotate di motori convenzionali a un prezzo aggiuntivo di poco meno di 2.000 euro. C’è poi il discorso dei motori diesel, la cui scelta permetterebbe di consumare fino al 37% in meno di gasolio a fronte però di un prezzo di vendita del veicolo più caro di 4.500 euro.

Tra questi ultimi, l’esempio più tipico è quello dell’Audi A3 TDI. Per i motori ibridi, poi, il risparmio alla pompa sarebbe in media del 43% a fronte di un quasi 5.000 euro in più sul prezzo di listino rispetto a un modello normale. Ma ci sono già nuove alternative all’orizzonte: far sì che i motori convenzionali “mettano a riposo” uno o più cilindri quando le circostanze non richiedano grande potenza, per abbattere i consumi del 10%.

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