Multe: ecco quando non conviene fare ricorso

Diverse sentenze della Corte di Cassazione stabiliscono quando su certe multe è inutile fare ricorso

Tempi duri per gli automobilisti indisciplinati. Dopo lo Street control che sarà presto attivato a Milano per controllare e multare in tempo reale le auto in doppia fila, ecco alcune sentenze della Corte di Cassazione che lasciano poco spazio alle contestazioni di chi è al volante. Insomma: anche se il vigile non ha fatto la contestazione immediata vanno pagate e basta.

Se si parla al cellulare, per esempio, non c'è bisogno che l'agente fermi il traffico per procedere alla contestazione: la Suprema Corte spiega che "la prova del possibile errore di percezione da parte dell'agente non può essere fondata su una valutazione presuntiva in ordine alla distanza" del vigile.

Anche in caso di multa per eccesso di velocità e fotografata dall'autovelox, bisogna solo rassegnarsi e pagare: "Anche se il tratto di strada non è compreso tra quelli individuati da un'ordinanza del Prefetto e la violazione non è contestata immediatamente -  spiega la Cassazione - è valido il verbale di accertamento di un'infrazione rilevata mediante autovelox se l'apparecchiatura in uso consente la verifica del superamento del limite di velocità solo dopo il transito del veicolo ed è gestita direttamente dagli agenti verbalizzanti". Quindi meglio rallentare e sperare di non incappare in qualche apparecchio.

E se il vigile coglie un automobilista in flagrante ma ha finito i fogli del verbale o li ha dimenticati altrove? Non importa: basta la parola del vigile per convalidare la multa e lasciare l'automobilista a bocca aperta. "La contestazione - ha stabilito la Cassazione - deve ritenersi immediatamente avvenuta, anche se la consegna del verbale (per validi motivi) non segua nello stesso contesto di tempo, allorquando il contravventore sia stato fermato e il pubblico ufficiale gli abbia indicato la violazione commessa e lo abbia posto in grado di formulare le proprie osservazioni".

Secondo alcuni quest'ultima sentenza lede il diritto di difesa del multato. Pronta la risposta dei giudici di Cassazione che hanno spiegato che nessuna limitazione alla difesa deriva "dalla mancata immediata redazione del verbale della già avvenuta contestazione, dato che tale verbale può anche essere notificato all'interessato/a con l'espressa precisazione che gli agenti accertatori non avevano potuto redigerlo al momento della contestazione delle infrazioni per mancanza di formulario a seguito".

Tutto contro l'automobilista? Be', proprio tutto no, visto che qualcosa rimane: secondo la Corte Suprema è possibile "mandare a quel paese" il vigile severo purché "la multa sia stata fatta a un automobilista che abbia contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra esigenza". Resta da capire quali siano queste "contingenze prioritarie".

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di Andrea Barbieri Carones | 20 maggio 2010

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