Chrysler-Fiat, si può fare. La Corte Suprema dà il via libera

Via libera dalla Corte Suprema USA all’operazione Fiat-Chrysler interrotta pochi giorni fa su richiesta di un gruppo di creditori. Oggi la fusione

La U.S. Supreme Court ha deliberato. D'urgenza, come era stato chiesto dalla Casa Bianca quando la stesso tribunale di New York aveva dichiarato sospesa la cessione degli assets di Chrysler a Fiat su richiesta di un gruppo di piccoli investitori.

Uno stop dettato dalla necessità, per il giudice Ruth Bader Ginsberg, di appurare se effettivamente gli interessi degli ormai noti tre fondi pensione dell'Indiana e creditori nei confronti del Gruppo di Auburn Hills erano stati lesi nell'operazione che lo porterà sotto l'ala del Lingotto.

Tutto si è risolto dunque entro il 15 Giugno, data in cui secondo gli accordi con il Governo USA si sarebbe dovuta concludere la transazione, che quindi andrà avanti come previsto. Come del resto aveva sostenuto già Sergio Marchionne, quando era arrivato inaspetattamente lo stop della Corte americana: "Non ce ne andremo mai", aveva detto il manager italo-canadese, sottolineando a tutti che non avrebbe mai esercitato l'opzione di ritirarsi dall'operazione se l'affare non fosse andato in porto, come previsto dal piano di ristrutturazione.

Una decisione che è arrivata velocemente, e non con la lentezza che molti avevano paventato a partire dal Financial Times, perché la Corte newyorkese ha preso in seria considerazione le osservazioni della stessa Chrysler e dell'amministrazione Obama, secondo cui allo stato attuale la Casa americana perde 100 milioni di dollari al giorno e ogni giorno di ritardo mette in serio pericolo i suoi 55.000 lavoratori e tutto l'indotto collegato.

La vicenda marca comunque un precedente giuridico per la ristrutturazione, ancora più complessa, di General Motors ed un precedente storico, forse ancora più importante: è la prima volta che una Corte Suprema degli Stati Uniti si trova a dover decidere su un procedimento di natura economica in cui è coinvolta direttamente l'Amministrazione.

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