Unrae: con la manovra lo Stato ci rimette 2 miliardi

La manovra del governo costerà allo Stato 2 miliardi in termini di mancato introito (Iva, Ipt, Superbollo) a causa del calo di vendite.

Unrae: con la manovra lo Stato ci rimette 2 miliardi

di Andrea Barbieri Carones

09 dicembre 2011

La manovra del governo costerà allo Stato 2 miliardi in termini di mancato introito (Iva, Ipt, Superbollo) a causa del calo di vendite.

L’associazione delle Case automobilistiche estere operanti in Italia ha mostrato perplessità in merito alla nuova manovra del governo. In particolare, il direttore generale Unrae, Gianni Filipponi ha puntato il dito contro le nuove tasse che colpiscono le auto di cilindrata superiore (oltre i 185 kW di potenza) e quelle che hanno fatto alzare il prezzo dei carburanti a livelli record.

Senza contare l’aumento dell’Iva, dell’Ipt e dell’imposta sull’rc auto che “peseranno notevolmente sui costi di gestione delle auto e sul loro acquisto, che per tutto il 2011 ha fatto segnali livelli di guardia in quanto a vendite. E proprio il crollo verticale di immatricolazioni che si è registrato negli ultimi 2 anni (circa il 20%) ha pesato notevolmente sui conti statali in termini di mancato introito di Iva”. A tal proposito l’associazione ha calcolato che per ogni auto invenduta, lo Stato ci perderà 15.000 euro.

A tal proposito, Unrae ha calcolato che tale calo di vendite si è tradotto in un mancato introito per lo Stato di circa 2 miliardi di euro, considerando solo il 2011. Per questo motivo, il direttore generale ha chiesto un incontro con il governo per chiarire la propria posizione, far presente questi dati e per valutare insieme iniziative che favoriscano la mobilità sostenibile e la sicurezza nella circolazione. Obiettivo: dare impulso a un mercato come quello dell’automotive che è fondamentale per l’economia italiana.

“Con l’aumento del superbollo, lo Stato incasserà molto meno dei 168 milioni di euro annui stimati dai tecnici ministeriali visto che porterà a una riduzione delle vendite di vetture dei segmenti superiori con danno proprio per l’erario, oltre che per concessionari e costruttori, anche per il deprezzamento del valore dell’usato”.