GM stringe i cordoni e chiude temporaneamente 13 impianti

13 stabilimenti in USA e Messico di General Motors in chiusura forzata fra Maggio e Luglio. Obiettivo: allinearsi con le richieste del mercato

Correre ai ripari. O meglio: salvare quello che si può ancora salvare. E allinearsi alle richieste del mercato. Con una mossa che in molti si aspettavano, General Motors ha dichiaratoche entro qualche settimana verranno temporaneamente chiusi 13 stabilimenti legati alla produzione di vetture e parti meccaniche del Costruttore di Detroit. Si partirà l'11 Maggio.

Arlington, Bowling Green, Detroit/Hamtramck, Fairfax, Flint, Ft. Wayne, Lansing Grand River, Lordstown, Pontiac Assembly, Shreveport, Spring Hill, Wilmington, Wentville e il sito messicano di Silao gli impianti di interessati, con chiusure forzate più lunghe per Fort Wayne (nove settimane) Arlington, Flint (otto settimane) e Silao (sette settimane), cioè gli stabilimenti orientati maggiormente alla produzione di SUV del Gruppo.

Con questa decisione, hanno comunicato i dirigenti della GM, nel secondo e nel terzo trimestre dell'anno (vale a dire, escluso Aprile agli sgoccioli, da Maggio alla fine di Settembre), dai piani di produzione verranno cancellati circa 190 mila veicoli.

Fra le ragioni che hanno portato alla chiusura di un così grande numero di impianti, la quantità di veicoli in giacenza nei piazzali delle concessionarie (alla fine di Marzo, i veicoli ancora invenduti erano 767 mila; un dato apprezzabile se rapportato agli 872 mila dello stesso periodo del 2008 o agli 870 mila dello scorso Dicembre, ma l'obiettivo è di arrivare a quota 525 mila entro la fine di Giugno); la possibilità di portare la produzione al livello della domanda espressa dal mercato nord americano e il delicato rapporto con la Delphi, la ex filiale ricambi della General Motors: il Costruttore, stando a quanto dichiarano i suoi dirigenti, sta negoziando con la Delphi per assicurarsi una fornitura di ricambi anche durante la procedura fallimentare di quest'ultima.

Il provvedimento, secondo la GM, non porterà alcuna conseguenza diretta per i lavoratori degli stabilimenti interessati dalla chiusura temporanea, anche se appare chiaro che di conseguenze, dirette e ben gravi, ce ne potranno essere per molti dei fornitori di ricambi, alcuni dei quali si trovano già sull'orlo della bancarotta a causa di precedenti tagli alla produzione. Una fra tutti, proprio la Delphi, che viene tenuta sotto controllo (ed ecco il perché del negoziato) per evitare che forzi la GM a delle chiusure incontrollate, con ulteriori conseguenze negative per il mercato.

Si tratta, dunque, di un provvedimento estremo: la General Motors sta sopravvivendo grazie ad un prestito di 13,4 miliardi di dollari erogato dal Governo USA. Entro il 1 Giugno dovrà ridurre il volume dei debiti, il costo del lavoro e avviare una nuova ristrutturazione dopo quella bocciata da Obama. Altrimenti, anche per il Gruppo di Detroit ci sarà la bancarotta.

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di Francesco Giorgi | 26 aprile 2009

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