Lotus: due nuove sportive e l’inedito SUV entro il 2022

Nel 2020 si attendono due novità GT, una delle quali potrebbe sostituire Exige o Evora. Lo Sport Utility potrebbe debuttare all’inizio del prossimo decennio.

Lotus: due nuove sportive e l’inedito SUV entro il 2022

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di Francesco Giorgi

31 gennaio 2018

Per le Case costruttrici specializzate nella produzione di modelli ad alte prestazioni, il biglietto da visita che accompagna le future novità alto di gamma mette sempre più in evidenza precise caratteristiche di sportività e versatilità. Dunque, via libera allo sviluppo di nuovi “Sport Utility”, anche da parte delle aziende per le quali il segmento SUV rappresenta un terreno sconosciuto.

Tuttavia, e a conferma di quanto anticipato nei mesi scorsi, anche Lotus dimostra di essere in procinto di adeguarsi; e per la factory di Hethel che quest’anno, all’indomani dell’acquisizione della maggioranza delle quote capitale da parte del Gruppo cinese Geely e che celebra idealmente i settant’anni dalla realizzazione pratica del primo progetto a firma di un allora giovanissimo Colin Chapman, i programmi a breve-medio termine sono rivolti alla produzione di un inedito SUV, atteso entro il 2022; prima di allora, in ogni caso, arriveranno due novità sportive. Ma andiamo con ordine.

Una anticipazione, raccolta dall’edizione Web di Automotive News e che porta la firma dell’amministratore delegato di Lotus, Jean-Marc Gales, redige una prima “road-map” sulle strategie di prodotto in fase di studio da parte dei vertici e dei tecnici di Hethel e che potrebbe ricevere un concreto “boost” anche in virtù di un adeguato apporto economico dalle casse Geely.

Nello specifico, entro un paio di anni (vale a dire al 2020), Lotus porterà al debutto due “novità-coupé”. I dettagli dei rispettivi progetti saranno resi noti più avanti: al momento, ne vengono tracciate le linee-guida essenziali.

Il primo modello a marchio Lotus atteso sul mercato entro il 2020 (e, segnatamente, la prima novità di gamma dal “lancio” di Evora datato 2009: dopo quella data, l’azienda fondata da Colin Chapman non ha più sfornato nuovi modelli, limitandosi ad aggiornare quelli già in produzione e a proporre numerose edizioni speciali e serie limitate) potrebbe assumere un ruolo di erede per Exige oppure per la stessa Evora.

Sembra non esserci alcuna indicazione precisa, a questo proposito, in merito alla bestseller Elise, che ha felicemente superato i vent’anni di produzione: ciò potrebbe significare che la “piccola” Lotus, se non venga aggiornata con un nuovo modello, non necessariamente terminerebbe il proprio ciclo produttivo: staremo a vedere; del resto, lo stesso numero uno di Lotus è dell’avviso che “La nicchia di mercato per le auto sportive presuppone grandi investimenti e una precisa attenzione; inoltre, il mercato è maggiormente attratto dal segmento superiore”.

Un po’ più precise, e tecnicamente interessanti, le frammentarie indicazioni avanzate da Gales riguardo al secondo modello sportivo sui taccuini delle priorità per Lotus: si parla di una vettura più “estrema” relativamente ai contenuti tecnici che porterà in dote. Su tutti, la realizzazione di una inedita cellula centrale in fibra di carbonio, attorno alla quale sarà assemblata la vettura (un po’ come avviene per McLaren e la sua “Monocage” oggi giunta ad un secondo stadio evolutivo), mentre per la prima novità già citata la struttura si baserebbe su una piattaforma in alluminio, evoluzione dunque di quella attualmente impiegata ad Hethel.

Quanto al futuro SUV, la “tabella di marcia” si sposta al 2021 o, al più tardi, 2022. Bocche cucite riguardo alle caratteristiche tecniche: il progetto è finora “sulla carta” ma, a quanto è dato sapere, non c’è alcun riferimento tecnico né di design; soltanto – e, in ogni caso, è una notizia da tenere in sicura considerazione – la conferma che lo “Sport Utility” è concretamente nei programmi Lotus.

A questo proposito, lo stesso Gales indica che per lo sviluppo delle due novità-GT e dello “Sport Utility”, entro la fine del 2018 Lotus provvederà a rafforzare la propria forza lavoro con 300 nuove assunzioni, che opereranno a Norfolk e, dati alla mano, porteranno il totale dei dipendenti Lotus a 1.100 unità (sempre più vicine alle 1.215 in forza a Lotus quando, nel 2014, Jean-Marc Gales proveniente da PSA “traslocò” al quartier generale del marchio britannico).

I nuovi modelli dovrebbero aiutare il marchio fondato da Colin Chapman al raggiungimento dell’obiettivo di vendita per 3.000 unità annue (nel 2017 il monte-vendite globali per Lotus si è assestato su 1.600 esemplari, corrispondenti a più del 13% in rapporto al 2016). Sembrerebbe – e ciò potrebbe confermare quanto avevamo ipotizzato lo scorso autunno – che, anche per le proprie peculiarità di progetto, il futuro SUV a marchio Lotus possa essere assemblato al di fuori della Gran Bretagna (magari proprio in Cina dove ha sede il quartier generale Geely, holding che oltre a Lotus controlla Volvo, entrata sotto la sua orbita nel 2010, e il nuovo sub-brand Polestar la cui prima novità 100% elettrica è stata svelata ad ottobre 2017); mentre la produzione delle due novità sportive attese entro il 2020 avverrebbe, come “tradizione”, oltremanica.