Germania, autostrade: levata di scudi contro i limiti di velocità

Le Autobahn sono un luogo sacro: le ricette per la riduzione delle emissioni vanno trovate altrove. Anche il ministro dei Trasporti non è d’accordo.

Non hanno esitato a indossare i gilet gialli, resi celebri nelle scorse settimane dal movimento spontaneo sorto in Francia come protesta contro gli aumenti del carburante e del costo della vita. In questo caso, il gesto attuato dai rappresentanti delle forze sindacali tedesche aveva una connotazione ben “tradizionalista”: una eloquente replica alla recente proposta, avanzata a gennaio da una Commissione tecnica nominata dall’amministrazione Merkel, di revisionare i limiti di velocità sulle Autobahn, a supporto di una serie di misure operative che potrebbero essere messe in pratica per contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti a suo tempo dalla Conferenza sul clima di Parigi 2015.

Guai a mettere limiti di velocità sulle Autobahn

Il problema è riuscire a convincere i tedeschi ad introdurre, sulla rete autostradale nazionale, i limiti di velocità: per loro, la libertà di procedere sulle Autobahn viene prima di ogni altra cosa. Guai a toccargliela. E pazienza se i pressoché tutti i Paesi del mondo esistono limiti di velocità (soltanto Afghanistan e Isola di Man non ne hanno). Per la serie “Toccateci tutto, ma non le limitazioni in autostrada”, la proposta tecnica degli esperti nominati da Berlino ha sollevato un vespaio di polemiche: le forze di opposizione di estrema destra hanno colto la palla al balzo per mettere all’indice le decisioni di Governo; dal canto loro, come accennato, i sindacalisti hanno indossato i gilet gialli. Assisteremo ad una levata di scudi collettiva? Manifestazioni di piazza? È una voluta esagerazione, tuttavia l’episodio suggerisce una attenta analisi.

Limiti di velocità come strumento di riduzione delle emissioni

Alla base dell’indicazione di Governo, un progetto finalizzato alla riduzione dei tassi di inquinamento da autotrazione, anche perché, sulla scorta di quanto deciso nella Conferenza di Parigi, i 195 Stati che avevano firmato il protocollo sul “global warming” hanno recentemente concordato un aggiornamento dei rispettivi programmi sul clima entro il 2020 (in più, il vertice Onu monotematico che si terrà il prossimo settembre rappresenterà una ulteriore occasione di confronto fra i capi di Stato). Ecco quindi spiegata la nomina di una Commissione di esperti da parte del Governo tedesco: un “team” tecnico incaricato di mettere a punto una serie di proposte che riguarderebbero misure attuative per contribuire alla riduzione dell’inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto. Sulla base dell’11% che i veicoli a motore producono sul totale delle emissioni, è stato indicato in 120 km/h il limite di velocità entro il quale le emissioni stesse potrebbero risultare effettivamente sotto controllo.

E c’è di più: le statistiche indicano che, in Germania, almeno la metà delle 409 vittime registrate nel 2017 avrebbe perso la vita a causa dell’alta velocità; tanto che, nel 30% dei 13.000 km sui quali si estende la rete autostradale tedesca, sussistono limiti di velocità (principalmente nei tratti che passano vicino ai centri abitati): ebbene, in queste porzioni di Autobahn sottoposte a limitazioni di velocità, i numeri indicano che l’incidenza della mortalità sarebbe inferiore del 26%.

Ma neanche nella crisi petrolifera del 1973 ci si riuscì

Potrebbero bastare questi dati a far pendere l’ago della bilancia verso un concreto giro di vite all’alta velocità sulle autostrade tedesche. Ma… c’è un “ma”: la tradizione. Guai a togliere all’automobilista tedesco la possibilità di “correre” indisturbato sulle Autobahn: nemmeno durante la crisi petrolifera del 1973-74 ci si riuscì. L’allora ministro federale dei Trasporti, Lauritz Lauritzen, ci provò come tentativo di “ottimizzare” i consumi: l’esperimento durò quattro mesi, poi tutto tornò come prima. E nonostante il fatto che, all’epoca, sulle strade si moriva di più: il numero delle vittime da incidenti stradali era almeno sei volte superiore rispetto ad oggi. Anzi, già allora si formò un comitato spontaneo, che inneggiò al mantenere inalterate le velocità, al grido di “Freie Fahrt für freie Bürger!” (letteralmente: “Libertà di guida per i cittadini liberi”).

Del resto, per i tedeschi (e che almeno la metà di loro si dica d’accordo a lasciare le autostrade nazionali “libere” ai limiti; o, quantomeno, a non imporne di nuovi) la velocità è un fatto squisitamente tecnico: rappresenta una espressione tangibile di progresso. E poco conta se – come cita un servizio dell’Agenzia di stampa AGI – un’inchiesta del New York Times dipinge le autostrade tedesche come “Il selvaggio West, l’unico luogo nel quale una società super-regolata non ha regole. Ed è un luogo sacro”; o ancora, prosegue AGI, l’immancabile punto di vista sociologico (qui, da parte di Dorothee Saar della organizzazione no profit di difesa dell’ambiente Deutsche Umwelthilfe), secondo cui “Quando si parla di automobili, il dibattito diventa irrazionale”.

La discussione sui limiti di velocità sulle autostrade tedesche riveste una connotazione marcatamente politica; anzi, partitica: il direttore della società di analisi statistiche Infratest Dimap, Michael Kunert, avverte (riporta l’agenzia AGI) che, se è vero che la metà dei tedeschi è contraria ai limiti sulle Autobahn, “Questo vuol dire che la forza politica che dovesse proporre oppure adottare tale misura perderà i viti di un’ampia fascia di popolazione”.

Anche il ministro dei Trasporti non è d’accordo

L’opposizione al parere della Commissione tecnica nominata dal Governo di Berlino trova contrario persino il ministro tedesco dei Trasporti: Andreas Scheuer non ha esitato a bollare come “Contraria al buon senso” la proposta di istituire dei limiti di velocità sulle autostrade tedesche.

Non ne fanno tanto una questione di inquinamento (peraltro piuttosto relativo: l’11% delle emissioni proviene da autotrazione), quanto di… ottimizzazione del traffico. A conferma della loro pragmaticità, gli automobilisti tedeschi sono del parere che la sicurezza stradale, più che sulla velocità, debba basarsi su alcune regole tanto semplici quanto chiare: mantenere sempre una adeguata distanza di sicurezza, e ricordarsi sempre che chi intenda viaggiare ad alta velocità deve occupare esclusivamente la corsia di sinistra.

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