Punti e stazioni di ricarica: ecco la nuova rete italiana 2020

L’aumento delle vendite di auto elettriche coincide con un ampliamento della rete di ricarica sul territorio nazionale.

In questo periodo di profonda crisi del settore automotive, le vendite relative alle auto elettriche risultano in controtendenza e in forte crescita, come confermato dai dati UNRAE contenuti nel report sulla struttura di mercato diffuso in questo mese. Il rapporto dell’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri parla di un aumento del 108% – nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2020 – relativo alle vendite di veicoli a zero emissioni, rispetto ai primi 8 mesi del 2019.

L’aumento delle “EV” coincide anche con un ampliamento della rete di ricarica sul territorio italiano dedicata alle auto elettriche. Anche se ancora non possiamo definirci a livello di molti altri paesi europei, in appena un anno le stazioni di ricarica in Italia sono passate da 5.246 a 7.203 unità, mentre i punti di ricarica sono schizzate da 10.647 a 13.721, pari ad un incremento medio del 33%.

Prima di andare avanti, è necessario precisare cosa si intende per punto e stazione di ricarica:

  • Punto di ricarica: postazione per ricaricare veicoli elettrici accessibile a tutti
  • Stazione di ricarica: Ampia infrastruttura che ospita più punti di ricarica

Ogni punto di ricarica viene classificato a seconda del livello di potenza erogato, di seguito riportiamo i tipi di colonnina disponibili nel nostro paese:

  • Standard (uguali o inferiori ai 22 kW)
  • Veloci (da 22 a 50 kW)
  • Ultraveloci (superiori ai 50 kW)

Bisogna inoltre sottolineare che fra tutte le infrastrutture di ricarica dislocate sul nostro territorio, il 73% sono pubbliche, mentre il restante 27% è installato su suolo privato, ma il loro utilizzo risulta pubblico (supermercati, centri commerciali, hotel, etc.).

Lo studio di Motus-E mette in evidenza una carenza evidente dei punti di ricarica veloci e ultraveloci, inoltre il loro aumento con il passare del tempo è pressocché nullo. La percentuale delle colonnine veloci sul territorio nazionale risulta infatti fermo al 3% del totale, mentre quelle ultraveloci aumentano sono aumentate solo di 4 unità, passando da 12 a 16 postazioni in totale. Il report sottolinea inoltre la disparita tra Nord e Sud Italia, relativa alla presenza dei punti di ricarica.

Basti pensare che le Regioni Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige coprono da sole oltre il 50% dei punti di ricarica dell’intero paese. Infine ricordiamo che Enel X ha superato da poco il traguardo dei 10.000 punti di ricarica, mentre la nuova joint venture europea “Ionity” ha sviluppato un piano che prevede l’installazione di stazioni di ricarica fino a 350 kW lungo le principali autostrade, a una distanza di circa 120 chilometri l’una dall’altra.

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