Fca: firmato il nuovo contratto collettivo di lavoro

Relativo al periodo 2019-2022, interessa 87.000 dipendenti Fca, Cnh Industrial e Ferrari. Ad averlo siglato con i dirigenti del Gruppo, le rappresentanze Fim, Uilm, Fismic, Uglm e dell’Aqcfr.

Fca: firmato il nuovo contratto collettivo di lavoro

di Francesco Giorgi

12 Marzo 2019

Trovato l’accordo relativo al rinnovo del contratto collettivo di lavoro Fiat-Chrysler Automobiles 2019-2002 per 87.000 lavoratori Fca, Cnh Industrial e Ferrari: ad averlo siglato, al termine del tavolo che si è tenuto nelle scorse ore all’Unione Industriale di Torino insieme alle direzioni aziendali, sono state le rappresentanze sindacali Fim, Uilm, Fismic, Uglm e dell’Aqcfr-Associazione Quadri e Capi Fiat. Come è possibile notare, la firma del nuovo contratto collettivo di lavoro Fca e Ferrari 2019-2022 non porta la firma dei delegati Fiom.

Nello specifico, i termini del nuovo contratto di lavoro prevedono un 2% in più annuo sulle retribuzioni contrattuali ed un rafforzamento del bonus annuale legato agli obiettivi di produttività ed efficienza. Sotto i riflettori Fca, oltre all’aspetto delle retribuzioni, il contratto presenta tre punti-chiave: un sistema di Welfare aziendale articolato su un consolidamento del programma di “flexible benefit”s ed il potenziamento della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa; un completamento del sistema partecipativo (modello di “Dialogo qualificato con le organizzazioni sindacali e, sulla scorta della positiva esperienza maturata nell’ultimo quadriennio, parte integrante dell’approccio industriale del Gruppo in Italia”, puntualizza una nota Fca diffusa al termine dell’incontro); e la definizione della riforma dell’inquadramento che venne introdotta, in via sperimentale, nel precedente rinnovo di contratto.

All’atto pratico, l’entrata in vigore del nuovo contratto è fissata al 1 aprile: per l’operaio medio, l’aumento mensile previsto a gennaio 2022 è nell’ordine di 144,50 euro, corrispondenti ad un +8,24%, e si attuerà su quattro tranche successive, tutte sotto forma di aumenti in paga-base e dunque destinate ad avere un effetto sugli istituti indiretti (ovvero maggiorazione sui turni, sugli straordinari, sulla tredicesima, sul Tfr): +35,06 euro il primo aprile 2019, +35,76 il primo febbraio 2020, +36,48 il primo gennaio 2021 e +37,20 il primo gennaio 2022. Tenuto conto dell’incidenza dei turni, a conti fatti si ottiene un ulteriore 10% sull’aumento mensile. Per un addetto alle linee di montaggio, l’aumento mensile è di 130,19 euro; per il dipendente quadro, 179 euro. Come accennato, nei termini dell’accordo c’è anche un “ritocco” in alto (+0,5%) del contributo a carico dell’azienda del fondo previdenziale integrativo; contestualmente, viene riconosciuta una miglioria alle coperture assicurative sanitarie per i lavoratori e i propri familiari, viene ridotto il costo per la contribuzione del lavoratore aderente con aumento di quella a carico dell’azienda, e vengono introdotti “Smart Working” (moderno strumento che concede alla persona più flessibilità ed autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e delle modalità da utilizzare per ottenere maggiore responsabilizzazione sui risultati, secondo una definizione varata dall’Osservatorio del Politecnico di Milano) che andrà ad interessare tutti gli stabilimenti, e le ferie solidali, misura di cessione ferie 8prevista dal Jobs Act) rivolta ad aiutare i colleghi che necessitino di assistenza ai propri figli.

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