Porsche: realtà aumentata per il controllo qualità dei nuovi progetti

Ulteriori livelli qualitativi nello sviluppo dei veicoli che vedremo su strada: l’approccio hi-tech di Zuffenhausen si avvale di test di valutazione “touch & feel” presso l’Inno-Space di Dresda. Tutti i dettagli.

Porsche: realtà aumentata per il controllo qualità dei nuovi progetti

Tutto su: Porsche

di Francesco Giorgi

13 febbraio 2018

Ciò che si immagina dovrà corrispondere al prodotto finito: un trasferimento di “visione”, fra la mente del progettista-designer e la vettura che sarà materialmente su strada, che da sempre rappresenta il concretizzarsi dell’idea perfetta. In linguaggio tecnico Porsche, ciò viene definito “Look & Feel”: l’immaginazione complementare all’aspetto emozionale. Le più recenti tecnologie IT ne consentono il trasferimento: Porsche, fedele ad una cura di design sostanzialmente fedele a se stessa anche con il trascorrere dei decenni e – come altri big player automotive – attenta alla più elevata qualità costruttiva delle proprie vetture, ha messo a punto un personale programma di approccio al messaggio di quality management per i veicoli che vedremo su strada nei prossimi anni.

Il progetto di valutazione del “look & feel” della vettura è attualmente in fase di realizzazione: entro la fine di febbraio, nell’area di innovazione “Inno-Space” all’interno dello stabilimento Porsche di Lipsia, i tecnici di Zuffenhausen comunicano che verrà completato il collaudo di uno specifico test di valutazione degli scostamenti dal livello di perfezione predeterminato nella fase di design e il prodotto finito, e che si affida alla realtà aumentata. In termini concreti, i vertici Porsche individuano in questo inedito processo due vantaggi di rilievo: risparmio di tempo nell’esecuzione del veicolo e un notevole incremento nella qualità di analisi.

L’utilizzo delle tecnologie IT di realtà aumentata rappresenta un utile strumento nella fase di progettazione: oltre a Porsche, analoghe tecnologie sono state comunicate, negli ultimi anni, da Volvo che già a fine 2015 aveva annunciato il proprio futuro all’insegna della realtà aumentata, attraverso l’impiego del sistema a piattaforma a visore wireless HoloLens (tecnologia Windows Holographic, sviluppata per la visualizzazione di ologrammi 3D e la loro manipolazione mediante gesti e comandi vocali) per la progettazione e per le fasi successive di lancio  – marketing, vendite, promozione – delle proprie novità di gamma; o, nel caso di Jaguar Land Rover con il progetto “360 Virtual Urban Windscreen” comunicato a fine 2014, una evoluzione dell’Head-up Display che fa affidamento all’interfaccia con le infrastrutture e i servizi presenti nei centri urbani in modo da fornire all’utente numerose ed utili informazioni per la vita di tutti i giorni, a partire dai vari prezzi praticati dalle stazioni di rifornimento, alle informazioni sul traffico in tempo reale, sulle eventuali deviazioni e incidenti, fino ad arrivare ai parcheggi disponibili e alle info sugli alberghi e i ristoranti; fino al più recente progetto hi-tech Daimler-Benz, che a bordo dell’imminente Mercedes Classe A (attesa in anteprima al Salone di Ginevra 2018) porta in dote l’inedito dispositivo multimediale MBUX-Mercedes-Benz User Experience a doppio display sulla plancia  che consente l’utilizzo del modulo di navigazione satellitare connessa attraverso il sistema Car-to-X di interfaccia con l’ambiente esterno e un sistema di realtà aumentata che si avvale di una telecamera anteriore per aiutare ulteriormente la navigazione. Nissan, dal canto suo, al recente CES 2018 dello scorso gennaio ha presentato una tecnologia B2V (Brain-to-Vehicle) di interazione conducente-macchina per minimizzare i tempi di reazione del conducente e “trasferire” le condizioni di adattamento del conducente al veicolo attraverso un processo di memorizzazione.

Porsche, nel personale approccio alla definizione del veicolo attraverso la realtà aumentata in fase di collaudo presso l’Inno-Space di Lipsia, infonde nell’interfaccia fra presente e futuro delle attività di “quality management” la chiave per lo sviluppo ed il consolidarsi delle innovazioni hi-tech, con l’obiettivo di trasferirne l’expertise nei processi di produzione in serie e, dal punto di vista dell’immagine finale del prodotto, indica una nota Porsche diffusa in queste ore, contribuire a mantenere intatti gli standard di qualità d’eccellenza delle proprie vetture, uno dei punti di forza sui quali si fonda la vision di Zuffenhausen che quest’anno celebra i settant’anni dalla delibera della prima Porsche 356: “Circa due terzi di tutti i veicoli Porsche prodotti negli anni sono ancora idonei alla circolazione”, confermano i tecnici della “Cavallina” tedesca.

Tecnicamente, nell’area Inno-Space dello stabilimento di Lipsia avviene la simulazione di un ambiente informatico integrato, che riproduce le condizioni operative della fabbrica e, in una successiva fase che avviene in modalità controllata, può essere collegato ai reali processi produttivi, in maniera da consentirne l’integrazione delle nuove funzioni nella fase di delibera di ogni vettura.

Queste nuovissime tecnologie, App e processi sono stimolati da un team IT interno che lavora in stretta collaborazione con gli specialisti in gestione della qualità. L’ambiente protetto impiegato per il collaudo delle innovazioni utili al quality management del futuro si avvale della partnership con Università e start-up, fra le quali GTV, recentemente sorta a Dresda e con la quale Porsche collabora nei test di impiego della realtà aumentata come piattaforma hi-tech per il controllo qualità.

Fra i vantaggi permessi da questo “simulatore a realtà aumentata di progettazione” (chiamiamolo così, in maniera forse un po’ impropria, ma è per meglio comprenderne le peculiarità) è la possibilità di inviare via streaming il processo di test, per consentirne la visione in tempo reale presso la sede di qualsiasi partner o stabilimento. Al contempo, i difetti rilevati vengono archiviati nel database centrale dello stabilimento e resi disponibili in tutto il mondo. “Ciò significa che potremo beneficiare di numerosi vantaggi che si estendono ben oltre il semplice processo di test – precisa Andreas Schmidt, responsabile Qualità presso lo stabilimento Porsche di Lipsia e incaricato dell’implementazione del progetto di realtà aumentata in collaborazione con gli istituti di ricerca – Il fatto che il tablet sia collegato in rete ci permette di svolgere attività come, ad esempio, le ispezioni di qualità presso i nostri fornitori mediante video-conferenza, con tempi di preavviso brevi”.