Gilles Villeneuve: la leggenda trent'anni dopo

A 30 anni dal tragico incidente di Zolder, il pilota Canadese è ancora vivo nella memoria degli appassionati.

Ci sono piloti che hanno battuto ogni record di vittorie, altri che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo delle corse e poi ci sono le leggende, coloro che hanno sfidato ogni limite ed hanno appassionato le folle con acrobazie incredibili e che intimidiscono persino i driver più competitivi. Una di queste è sicuramente Gilles Villeneuve, il pilota canadese proveniente dalle motoslitte, che è riuscito a conquistare tutti, persino un uomo difficile come Enzo Ferrari, prima di lasciare un vuoto incolmabile dopo uno degli incidenti più spaventosi della F1.

Era l'8 maggio 1982, e sulla pista di Zolder, in Belgio si avviavano alla conclusione le qualifiche, Gilles non voleva e non poteva partire dietro Didier Pironi, lo scomodo compagno di squadra che non aveva rispettato i patti nel GP di Imola, e così scese in pista per dimostrare al mondo, ancora una volta, che sul giro secco era il più grande e per prendersi una rivincita morale sul francese irriverente. Purtroppo però, mentre spingeva al massimo ha toccato in maniera fatale la March di Jochen Mass che rientrava ai box ed è volato via, sbalzato fuori dall'abitacolo, per un atterraggio fatale. In pochi istanti, la F1 ha perso uno dei suoi interpreti più straordinari, un pilota capace di correre oltre ogni limite, il re del traverso, quello che per molti, alla luce delle sue acrobazie, era diventato "l'aviatore".

Gilles Villeneuve è stato forse l'unico pilota ad essere popolare almeno quanto il simbolo della vettura che lo ha reso famoso, la Ferrari, l'unico a non recitare il ruolo da comparsa in favore della Ferrari protagonista sempre e comunque, e questo è un risultato straordinario, si può dire che ha contribuito alla leggenda Ferrari allo stesso modo in cui la Ferrari a contribuito alla sua leggenda.

Schivo e introverso nella vita privata, dove amava stare con la famiglia e guidare qualsiasi cosa, anche un mezzo difficile come l'elicottero, Gilles aveva il sangue della vittoria nelle vene e lo ha dimostrato il figlio Jacques che più tardi conquistò quel titolo mondiale che suo padre non ha mai vinto sconfiggendo i fantasmi del passato prima di ritirarsi dal mondo dorato della F1. Oggi, a 30 anni da quel tragico 8 maggio, noi vogliamo ricordare Villeneuve per quello che ci ha trasmesso: la voglia di non mollare mai e di affrontare a testa alta qualsiasi sfida, anche quella con la morte.

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di Valerio Verdone | 08 maggio 2012

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