F1: a Singapore Vettel è quasi campione

Il Gran Premio di Singapore ha sancito nuovamente la superiorità del tedesco e della sua Red Bull. Il titolo iridato è solo a un punto.

Red Bull RB7

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Con una imperiosa vittoria sul tracciato cittadino di Singapore Sebastian Vettel per un solo punto non si è già matematicamente riconfermato campione del mondo 2011. In teoria solo Jenson Button avrebbe la possibilità di fermarlo, mentre Alonso, Webber e Hamilton sono ormai fuori gara.

La gara di Vettel è stata implacabile. Il tedesco saltava da un cordolo all'altro come un furetto, approfittando di un intelligente set up voluto da Adrian Newey che ha rinunciato alla velocità di punta caricando maggiormente le ali dando così la possibilità a Vettel di accelerare un attimo prima all'uscita dalle varianti e di avere una eccellente frenata. Con questo assetto sulla sua Red Bull Vettel guadagnava un secondo a tutti per giro, addirittura due sulle Ferrari!

Neanche la safety car, intervenuta a metà gara per recuperare la vettura incidentata di Schumacher ha riaperto la gara. Quando ha spento le luci rosse, ed è rientrata ai box, Vettel si è lanciato di nuovo nel toboga illuminato, e solo quando via radio gli hanno fatto capire che poteva tirare i remi in barca, verso la fine, ha leggermente rallentato, dando l'impressione che Button potesse avvicinarlo.

Ma questa volta non si è ripetuto l'evento di Montreal, quando Vettel, sotto pressione di Button, compì quel piccolo errore che gli pregiudicò la gara. Questa volta la concentrazione non è mancata e il campione del mondo, in testa sin dal via, non ha mollato sino alla fine.

Red Bull sugli scudi, ancora, anche se il secondo pilota Webber, che ha sbagliato la partenza e poi ha avuto problemi con l'alettone mobile, è riuscito a guadagnare il gradino più basso del podio. Al secondo posto ritroviamo un riconfermato Jenson Button, con la McLaren che si è ancora una volta dimostrata una macchina molto competitiva. Button non ha sbagliato niente sin dalla partenza. Ma con un Vettel in stato di grazia non c'era proprio niente da fare.

Ancora una volta il suo compagno Hamilton ha dato spettacolo nelle rimonte, ma ha commesso un errore inspiegabile toccando Massa e meritandosi un drive through. E le Ferrari? Alonso stesso lo ha ammesso in una intervista. "Noi possiamo batterci solo per il quarto posto, magari sperare in un errore di uno dei piloti della Red Bull o McLaren che attualmente ci sono superiori".

Lo spagnolo ha dato il massimo come sempre, è partito molto bene, ha mantenuto la terza piazza fino a quando Webber è rinvenuto così forte su di lui "sverniciandolo".

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di Leopoldo Canetoli | 26 settembre 2011

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