Cina, Usa, Europa. Chi se la vede meglio?

In Cina manca poco che il mercato raddoppi, negli Usa stenta, in Europa… arranca. Novembre però sembra essere stato per tutti il mese di svolta

Cina, Usa, Europa. Chi se la vede meglio?

di Andrea Barbieri Carones

17 dicembre 2009

In Cina manca poco che il mercato raddoppi, negli Usa stenta, in Europa… arranca. Novembre però sembra essere stato per tutti il mese di svolta

Una boccata di ossigeno per le asfittiche casse delle case automobilistiche: i principali gruppi presenti sul mercato d’oltreoceano hanno fatto segnare aumenti nelle vendite. General Motors, Toyota, Ford e Chrysler hanno tutte fatto registrare fatturati superiori alle stime degli analisti più ottimisti. Questo porta il dato presunto di fine anno a 10,9 milioni di veicoli venduti, rispetto al 10,45 milioni stimati a ottobre. In ogni caso, si tratta della cifra più bassa dal 1982.

Ford, l’unica fra le grandi case a non avere conti particolarmente in rosso, calcola di aumentare del 58% la propria produzione del primo trimestre 2010 rispetto allo stesso periodo di quest’anno, raggiungendo quota 550.000 veicoli. Un portavoce della casa di Detroit stima che nel giro di 12 mesi, in tutto il paese saranno venduti circa 12,5 milioni di veicoli. Praticamente la stessa cifra totalizzata dalla Cina (che però ha il quadruplo del numero di abitanti) nei primi 11 mesi di quest’anno, con un incremento del 42,4% sul 2008.[!BANNER]

La cifra sembra confermata da un istituto di ricerca americano, che ha anche fatto una previsione a medio termine stimando in 14,9 milioni le vendite del 2012. Per rendersi conto del momento, bisogna valutare l’andamento degli ultimi anni: 13,2 milioni nel 2008 e una media di 16,8 milioni nel decennio 1997-2007.

E l’Europa? Il primo mercato automobilistico mondiale sembra sulla via della ripresa confortata anche dal +20% fatto registrare a novembre dalla divisione europea di Ford (paragonato con lo stesso mese del 2008), 3 punti percentuali in meno del gruppo Volvo, ma molto meglio del gruppo Saab (di General Motors) che è crollato del 57%.

A livello generale (dati dell’Associazione europea dei costruttori di auto) i primi 11 mesi del 2009 si sono chiusi con un calo del 2,7% sullo stesso periodo del 2008. I dati sono leggermente migliori se si escludono i nuovi stati entrati di recente nella Ue: nella cosiddetta Europa occidentale, i nuovi veicoli registrati sono scesi appena dello 0,7% raggiungendo la cifra di 13,4 milioni. Ma il 2009 sembra chiudersi in bellezza, con il mese di novembre che ha fatto segnare +26,6% sullo stesso mese del 2008, che a sua volta era sceso del 25,8 rispetto a 12 mesi prima.

Il settore automobilistico da sempre condiziona un intero paese. Basti pensare che una crescita delle vendite porta a un parallelo aumento del gettito fiscale e della produzione e a un calo del CO2, dato che i modelli più recenti sono meno inquinanti, e un calo dei sinistri grazie alla tecnologia (Abs o airbag i primis). L’associazione, inoltre, auspica che gli stati membri della Ue concordino misure uniformi di incentivazione all’acquisto di vetture nuove per far salire il mercato e risollevare le economie.