Il 2015 dell'auto: chi ha vinto e chi ha perso?

Un anno sorprendentemente positivo, nonostante le crisi dei mercati cinese, brasiliano e russo, ma non per tutti, leggi VW...

Un anno pieno di sorprese quello appena concluso per il mondo dell'auto, sicché tra sconvolgimenti dei mercati che sembravano in crescita inarrestabile, scandalo per la "truffa" dei motori diesel Volkswagen, le dolorose vicende della quasi scomparsa dello stile italiano (Bertone, Giugiaro, Da Silva, Pininfarina), la (molto) faticosa ripartenza di PSA, tanto per citare i rospi   più indigesti, sembra quasi un miracolo che l'anno si sia concluso tutto sommato in positivo.

Anzi molto in positivo, anche in modo inatteso, per alcuni, quelli che sono stati in grado di essere vincenti in una situazione mondiale piena di contrasti, ma che ha visto un ritorno alla crescita del mercato europeo, un ulteriore sviluppo di quello americano, una prudenza inusuale dei mercati finanziari, il prepotente sviluppo dell'ibrido, l'annunciata discesa in campo dei grandi gruppi tecnologici per l'auto che si guida da sé o "a guida autonoma" per dirla in pulito. Proviamo a dividere i vincitori ed i perdenti.

I vincitori

Anzitutto il già defunto mercato europeo, che certo non tornerà ai fasti di un decennio fa, ma che, grazie anche ad un dicembre strepitoso, ha registrato una robusta ripresa con un + 3% su base annua e, quando i dati saranno consolidati, il mercato globale europeo dovrebbe registrare una chiusura di 14,5 ml di veicoli.

E questo nonostante la frenata della crescita del mercato britannico, il ridimensionamento di quello russo e di alcuni piccoli mercati dell'est.

Nel dettaglio cresce il mercato tedesco del 5,6%, con 3,21 ml di immatricolazioni, meno della Francia con + 6,8% e 1,91 ml, gran risultato per quello italiano, con + 16% e 1,57 ml, mentre la crescita record è quella spagnola che ha goduto di una campagna d'incentivi ed è cresciuta del 21% con 1 ml di pezzi.

Ancora meglio ha fatto il grande mercato americano, che chiude il 2015 con un altro record. 17,5 ml di veicoli, 16,5 ml nel 2014, con un incremento del 5,7% e diverse sorprese nei risultati dei costruttori. La più vistosa il brusco calo di Volkswagen (-4,8 %), in parte compensato dalla crescita di Audi e Porsche.

Tra i vincitori Jeep con un progresso del 25%, Toyota e Lexus, Infiniti, Land Rover, Subaru per l'ottavo anno consecutivo (582.000 immatricolazioni contro ad esempio le 555.000 dell'intero gruppo Volkswagen), Ford, Lincoln, Mitsubishi, Chrysler e Ram, GM e GMC, Hyundai e Kia, Volvo e .... Tesla, che con le elettriche, solo alto di gamma, passa da 18.000 a quasi 23.000 auto vendute.

Da notare che sul mercato nordamericano del lusso la triade tedesca BMW, Mercedes, Audi ha trovato sulla sua strada una definitiva consacrazione di Lexus che per un soffio non ha raggiunto BMW (344.000 a 346.00) e che si è ulteriormente avvicinata alla leader Mercedes (373.000). Staccatissima invece Audi, pure in crescita, con 202.000 unità.

In Europa, di nuovo benissimo Jeep, ma Mercedes, Volvo, Mini, Fiat, Renault, Skoda piazzano risultati migliori delle attese. Per la supremazia nei marchi premium, si conferma per l'undicesimo anno  BMW, ma l'elemento nuovo è la gran rincorsa di Mercedes che scavalca Audi nella seconda piazza e si avvicina a grandi passi al leader.

La nuova classe C in particolare fa i numeri, la classe S i margini da capogiro e MB sta per presentare la nuova Classe E, il 2016 si presenta roseo. A fronte del calo del diesel, conseguenza diretta dell'affaire VW, sono cresciute le ibride e, un poco, le elettriche, ma il 2015 segna anche la data di ufficializzazione della generazione automobilistica prossima ventura, quella dei veicoli a guida autonoma, con la discesa in campo di Apple e Google e i diversi annunci dei principali costruttori.

Entro il 2020 tutti i principali costruttori proporranno proprie auto a guida autonoma o saranno i partner produttori di i-car o Google car. Intanto Toyota ha aperto la via dell'idrogeno, come già nell'elettrico con la Prius, con la Mirai, prima auto di serie a celle di combustibile.

L'esito commerciale sarà tutto da verificare, ma il ritorno d'immagine per il costruttore nipponico è eclatante. I prossimi sulla via delle celle saranno i costruttori tedeschi del lusso, i più preoccupati sul taglio delle emissioni, che si sono consorziati cercando di associare anche la tecnologia giapponese.

I perdenti

Oltre ai mercati in crisi, cui abbiamo accennato, tra i marchi hanno sofferto quelli che hanno minor presenza sui mercati vincenti come PSA, quelli che con il prodotto non sono riusciti a ribaltare una situazione negativa, come Seat, Opel e la stessa PSA, quelli i cui nuovi prodotti non hanno per il momento migliorato le vendite, come Jaguar con la XE, il marchio Volkswagen per le conseguenze dello scandalo emissioni truccate, Cadillac, che non riesce a distinguersi nel mercato premium nordamericano, Maserati, in attesa che il suv Levante faccia numeri, Alfa Romeo che continua ad attendere la Giulia.

E il 2016?

Sembrerebbero ben piazzati Mercedes, per l'arrivo della Classe E, Audi confida nella nuova A4, arrivano finalmente Giulia e il Maserati Lavante, per Fiat la gamma popolare Tipo, lo Spider 124 e il crescente successo dell'accoppiata Renegade/500X, Nissan con la nuova Micra, Hyundai e Kia con le ibride ed elettriche, Citroen con la C3, Volvo con le nuove ammiraglie S90 e C90, Land Rover con Discovery.

Ci saranno molte altre novità naturalmente, ma queste mi sembrano quelle in grado di fare numeri interessanti. Sarà senz'altro un anno di forte impulso dell'ibrido e di contestuale calo del diesel, il mercato europeo continuerà a consolidarsi, quello americano a crescere.

In molti sperano che il mercato brasiliano finalmente, dopo aver toccato il fondo, con cali superiori al 30% torni a crescere e che quello russo riprenda la sua corsa. Nessuno è in grado di fare previsioni attendibili sull'irrequieto mega mercato cinese.

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di Fabrizio Brunetti | 11 gennaio 2016

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