Fiat... ma che Tipo è?

Low cost sì, ma con dotazione ricca: la nuova Fiat Tipo con la "strategia premium" cosa c’entra?

Nuova Fiat Tipo 2016: nuove immagini

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Value for money si legge low cost? Cerchiamo di comprendere a fondo la strategia di prezzo che ha guidato la commercializzazione della nuova Fiat Tipo e come questa si inserice nell'annunciato orientamento premium delineato dall'amministratore delegato FCA, Sergio Marchionne. 

Dunque, fino a poco tempo fa Marchionne asseriva convinto che non c'è più margine possibile per marchi e prodotti generalisti, specie nei segmenti bassi di mercato - A, B e C - e l'unica via di sopravvivenza, e di utili, è proporre in quei segmenti solo prodotti premium che, con il loro 10-20% di prezzo in più rispetto al prodotto generalista, permettono margini altrimenti impossibili anche con grandi numeri.

Convincente, concreto. E infatti Maserati è un'operazione riuscita, Alfa Romeo è impegnata in un lungo, audace piano di rinascita, 500 e Panda sono ormai quasi due marchi autonomi, modaiolo il primo, simbolo di qualità, praticità e concretezza solida il secondo.

Bene, ma allora la nuova Tipo cosa c'entra? Nata e prodotta da Tofas in Turchia, dove affianca numerosi altri prodotti popolari, pratici, assolutamente non premium, la Tipo spiazza totalmente la strategia: si pone esattamente all'estremo opposto e suona proprio come un prodotto low cost, popolare ed economico, tanto che molti commentatori in sede di lancio l'hanno definita la risposta Fiat al successo di Dacia. 

Sdegnata, veemente smentita ufficiale e paziente fermezza nel sottolineare che Tipo si pone perfettamente in linea con lo spirito pratico e affidabile, con il favorevole rapporto qualità/prezzo - che in Fiat chiamano Value for money - e con la solidità che fanno parte del patrimonio d'immagine del marchio. La linea di prodotto è destinata ad ampliarsi nei prossimi mesi, infatti alla berlina tre volumi si affiancheranno la station wagon e la berlina due volumi

La Tipo non è una proposta low cost quindi, non un'alternativa a Dacia, ma un prodotto dal design, contenuti e affidabilità di buon livello, offerti (grazie ai bassi costi di produzione turchi) ad un prezzo molto conveniente. Il claim ripetuto e sottolineato, anche nello spot che accompagna il lancio, è "Nuova Tipo, ci vuole poco per avere tanto".

Messaggio inequivocabile, con evidenza della dotazione accessoristica "l'unica sorpresa è che è tutto incluso" accanto al prezzo d'attacco - 12.500 euro (che salgono fino a 20.000 euro per la diesel Plus) - in grande evidenza. Convinti? La risposta ce la darà come sempre il mercato, che ci dirà se la convivenza di due opposti a rappresentare il marchio Fiat sia vincente o no.

Nella sostanza l'offerta Tipo è al momento per una berlina di medie dimensioni (4,5 m), di linea piuttosto anonima ma che non suona vecchia o fuori moda, con una ristretta offerta di motorizzazioni - due motori, benzina 1,4 da 95 cv e diesel 1,6 da 120, e due allestimenti, normale e plus -, ben accessoriata, non lussuosa ma certamente pratica, offerta al prezzo di una Twingo, Punto, Panda, Corsa, Fiesta...

La due volumi (arriverà al Salone di Ginevra in primavera), non si proporrà come alternativa a Golf o 308, ma semmai a Polo e 208, anche con prezzo medio inferiore a versioni confrontabili di circa 1.500 euro. Stesso discorso per la SW che costerà (molto) meno di Focus e Astra.

Non sto dicendo che Tipo sia un prodotto non all'altezza "costa meno perché vale meno", ha contenuti e rapporto qualità prezzo d'attacco, buona dotazione accessoristica, aria pratica e solida. Senz'altro è una furbata, adatta a coprire un'area di mercato che non è così marginale e che sembra anzi destinata a crescere. Ma nella sostanza è proprio quello che in Fiat negano con sdegno, è la risposta Fiat alle offerte low cost, sperando che Tipo non trasmetta un'immagine low cost del marchio Fiat.

Con la filosofia premium non c'entra proprio niente, ma perché non sfruttare un'opportunità, sia pur rinnegando in apparenza il credo del prodotto premium? Questo "strano" prodotto della nuova Fiat di FCA, nato da una contraddizione ma ben bilanciato a tavolino per portare a casa qualche margine e raccogliere  clienti in cerca di molto per poco, ci riuscirà?    

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di Fabrizio Brunetti | 07 dicembre 2015

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