FCA… un 2015 fondamentale

Il 2015 si rivela importantissimo per la strategia di FCA: tra le altre novità probabilmente verrà riportato in auge il vecchio nome "Giulia".

Fiat 500X, immagini ufficiali

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Completato brillantemente il 2014, con la concretizzazione totale della fusione tra Fiat e Chrysler - ora esistono solo due divisioni dalle quali anche simbolicamente sono scomparsi i nomi dei due costruttori, FCA US e FCA Italy al posto di Chrysler Group e Fiat Group - l'ingresso in borsa, la definizione delle sedi legali, finanziarie e operative, con i risultati ottimi di FCA US e la ripresa di FCA Italy che hanno consentito di consolidare la settima posizione nella classifica mondiale dei costruttori, subito dopo Ford e davanti a Honda, PSA e Suzuki (che ha strappato la decima posizione a BMW), il 2015 del Gruppo assume un ruolo fondamentale ai fini dell'esito dell'ambizioso piano dei prossimi quattro anni.

Sul piano del prodotto le due pedine fondamentali che hanno debuttato nel 2014 - Jeep Rengade e 500X - quest'anno dovranno dimostrare la capacità di rispettare le attese e anzi, come farebbero sperare i primi segnali, superarle. Fondamentali perché il gruppo ha fame di liquidità, necessaria per convincere gli operatori finanziari, ottenere credito e sostenere i costi del piano di sviluppo.

Renegade e 500X per giunta non sono così importanti solo per i prodotti in sé, ma soprattutto per convincere clienti e mercati che la strategia audace è vincente. Lo scetticismo maggiore riguarda non tanto le ambizioni di Jeep, che ha infilato con Cherokee e Renegade due formidabili carte vincenti, quanto quelle sulla rinascita di Alfa Romeo.

Il 24 giugno, giorno in cui sarà svelata la capostipite, il simbolo della nuova era del Biscione, con la presentazione della Giulia (sul nome c'è ancora incertezza), sapremo se nel primo effetto mediatico il rilancio potrà essere vincente e convincente. La media premium di Alfa Romeo non sarà solo una nuova auto nel segmento, ma la scommessa ardua di offrire una reale antagonista in grado di fare numeri che assicurino margini e successo d'immagine rispetto alle dominatrici tedesche, tentativo sempre destinato all'insuccesso, salvo, in parte, per Jaguar/Land Rover.

Dunque l'inizio di un'era in cui un'Alfa non ha niente in comune con una Fiat, né nel design, né nel sottopelle, offre dei contenuti tecnici e stilistici realmente superiori, fa grandi numeri di vendita e frutta margini da premium (tra il 7% e il 10%) proprio perché viene costruita in Italia, in stabilimenti dedicati. Scommessa che molti considerano illusoria e quando il 24 giugno il telo verrà scoperto sapremo se la nuova Alfa Romeo sarò in grado di far battere i cuori e attirare l'attenzione di una parte dei clienti BMW, Audi, Mercedes.

Nel frattempo Renegade inizia il prossimo mese la sua carriera americana, il cui esito sarà la vera cartina di tornasole per affermare sui mercati globali la nuova Jeep compatta "made in Fiat" e 500X parte in Europa per sbarcare a sua volta in US dopo l'estate.Oltre alla media Alfa Romeo, l'altra grande attesa del 2015 per FCA è l'ingresso di una trionfante Maserati, i cui risultati strepitosi stanno riempiendo d'orgoglio tutti quelli che hanno creduto nella rinascita del Tridente, nel ricco segmento dei Crossover, con il Levante, diretto antagonista di Cayenne. Basato sulla piattaforma "nobile" della fortunata Ghibli, il Levante è atteso come un successo da grandi numeri (grandi per un segmento esclusivo cui appartiene naturalmente) e grandi profitti.

Completano le cartucce sul versante Fiat, il restyling del Doblò e sul finire dell'anno il debutto, almeno stilistico della media, progressivamente a tre volumi, a due volumi e station wagon, costruita in Turchia che dovrebbe costituire l'unica offerta con marchio Fiat nel segmento.E questa Fiat generalista che si va ad inserire nel segmento delle medie, così in contrasto con la filosofia premium che ormai permea i prodotti del Gruppo è un vero punto interrogativo quanto alle possibilità di affermarsi  e fare profitto.

Per il mercato americano, che ha chiuso il 2014 con ulteriore crescita e 16,5 milioni di pezzi venduti, oltre all'introduzione come accennato di Renegade e 500X, atteso il restyling del Grand Cherokee, che peraltro viaggia ancora su immatricolazioni record, la crescita della nuova Chrysler 200 nel combattutissimo segmento (negli US) delle mid size sedan, il consolidamento di Cherokee e del popolarissimo RAM.

In Brasile il dominio Fiat si è ulteriormente rafforzato su una Volkswagen in affanno e il grande mercato brasiliano sarà terreno di debutto di quello che potrebbe costituire un nuovo fenomeno di stile per Fiat dopo Panda e 500. Al Salone di San Paolo, qualche mese fa, ha debuttato a sorpresa uno spettacolare concept - FCC4 - grande pick up quasi coupè di forte grinta, personalità e slancio.

E' piaciuto tanto che oltre ad essere lanciato sul mercato brasiliano potrebbe costituire il prodotto premium trendy con marchio Fiat per i mercati globali, anche US, Cina, Asia e, perché no, Europa. Molta carne al fuoco, un 2015 impegnativo, dal risultato dei nuovi prodotti e dall'affermazione della prevista espansione e penetrazione globale di Jeep (leggi Cina ad esempio) dipenderà in gran parte la realizzabilità del piano per i prossimi tre anni.

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di Fabrizio Brunetti | 19 gennaio 2015

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