Fiom vs Fiat, la prima udienza del processo

La causa intentata da Fiom contro Fiat sulla newco di Pomigliano per ora resta a Torino. La prossima sentenza è attesa per il 16 luglio.

Mirafiori: lo stabilimento Fiat

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Attesa per il 16 luglio la sentenza definitiva della causa che la Fiom ha avviato contro Fiat relativamente agli accordi di Pomigliano. Intanto però si è conclusa la  prima udienza ed è stato deciso che il ricorso della Fiom dovrà rimanere a Torino, almeno per ora, accogliendo quanto richiesto dai metalmeccanici della Cgil.

Non è stata invece accolta la richiesta della Fiom di obbligare la Fiat a mostrare preventivi e fatture dell'impianto della Fabbrica Italia Pomigliano (Fip). Una richiesta che mirava a dimostrare che la newco serve solo a raggirare i diritti sindacali dei dipendenti.

Un appuntamento affollato che è durato la bellezza di sei ore fatte di dispute procedurali, eccezioni e richieste varie da parte dei cinque legali fiat, dei sette della Fiom, dei tre della Fismic e di quelli di Fim e Uilm, mentre una schiera di carabinieri e poliziotti vigilava sia all'interno che all'esterno del tribunale per evitare le proteste dei metalmeccanici e dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano e di Mirafiori.

La conciliazione, come previsto dalla legge, è fallita perché la Fiom ha proposto a Fiat di invalidare l'accordo trovato con il referendum e quindi di tornare a discutere su turni, pause mensa e responsabilità sindacali. La Fiat ovviamente si è opposta e ha chiesto alla Fiom di firmare semplicemente l'accordo, già firmato da Fim, Uilm, Fismic, Ugl.

Il giudice, Vincenzo Ciocchetti, ha avanzato la medesima proposta alla Fiom suggerendo di ritirare il ricorso e intervenire per vie legali solo in presenza di specifiche violazioni sindacali, ma anche questa richiesta non ha trovato accoglimento.

A margine dell'udienza il legale del gruppo Fiat, Raffaele De Luca Tamajo, ha dichiarato «ci sembra che il giudice abbia riconosciuto la validità degli accordi ma voglia verificare se ci sia un profilo antisindacale che potrebbe provocare qualche conseguenza negativa per il sindacato».

Mentre l'avvocato della Fiom, Elena Poli, ha commentato: «Credo che il giudice abbia colto il senso del ricorso Fiom volto a denunciare il fatto che l'operazione, dalla creazione della newco al contratto di primo livello e poi a quello di secondo, aveva l'unico fine di eliminare la rappresentanza Fiom, salvo che la medesima non volesse rinunciare al dissenso. Per questi atti legittimi o illegittimi che siano esiste un problema di antisindacalità».

Di Maulo della Fismic ha auspicato che «il 16 sia una data definitiva perché i lavoratori stanno aspettando». Fiducioso anche Palombella della Uilm: «abbiamo fatto un ottimo accordo per i lavoratori». Per la Fim ha parlato Vitali sottolineando che «sono in ballo posti di lavoro, non noccioline», mentre per Centrella della Ugl «ricorrere al Tribunale è la fine del sindacato».

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di Noemi Ricci | 20 giugno 2011

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