Spionaggio: Renault chiede scusa ai manager licenziati

Il procuratore di Parigi fa cadere le accuse di spionaggio: i conti all’estero dei dirigenti non esistono.

Spionaggio: Renault chiede scusa ai manager licenziati

di Eleonora D'Uffizi

15 marzo 2011

Il procuratore di Parigi fa cadere le accuse di spionaggio: i conti all’estero dei dirigenti non esistono.

Cadute le accuse di spionaggio mosse a gennaio dal gruppo Renault, che sono costate il posto ai suoi tre funzionari Bertrand Rochette, Matthieu Tenenbaum e Michel Balthazard. A dare la notizia dell’archiviazione del caso il procuratore di Parigi Jean-Claude Marin, che ha spiegato come le indagini presso le banche di Svizzera e Liechtenstein abbiano dimostrato come nessuno dei manager della Casa automobilistica sia in possesso di un conto in questi Paesi: «I conti bancari dei dirigenti non esistono», ha affermato il procuratore in conferenza stampa, «e questo ci ha permesso di archiviare un certo numero di ipotesi, in particolare quella avanzata nell’esposto iniziale».

L’amministratore delegato di Renault Carlos Ghosn e il direttore finanziario della società Patrick Pelata hanno già tenuto un incontro straordinario del cda, hanno presentato pubblicamente le proprie scuse a Rochette, Tenenbaum e Balthazard, «si sono impegnati a risarcire i tre dirigenti e a far sì che il loro onore nei confronti dell’opinione pubblica sia ripristinato». Dal quartier generale di Boulogne-Billancourt è stata inoltre diffusa una nota che parla di un’azione civile per frode e di fiducia nell’operato della magistratura.

Sembra infatti che la procura parigina stia indagando su un agente di sicurezza Renault, Dominique Gevrey, che avrebbe inventato le accuse di spionaggio dietro compenso. All’uomo potrebbero anche indirizzarsi eventuali denunce dei manager accusati, come ha già fatto Michel Balthazard che ha presentato un esposto contro ignoti e uno contro Renault per il licenziamento.