Fiat, Marchionne: piccola "gaffe" negli Usa

"I tassi di interesse per il prestito a Chrysler sono da usurai". Questa gaffe di Sergio Marchionne ha scatenato le critiche della stampa Usa.

In Italia, quanto accaduto a Sergio Marchionne negli Stati Uniti sarebbe un peccato veniale. Dall'altra parte dell'Atlantico, invece, ha innescato alcune polemiche piuttosto pungenti.

Davanti a una platea di professionisti del mondo dell'automobile, l'amministratore delegato di Fiat-Chrysler ha infatti definito "da usurai" i tassi di interesse praticati dal governo USA alle Case auto, contrariamente a quanto aveva detto Steve Rattner, la persona incaricata dalla Casa Bianca di monitorare l'andamento del salvataggio di Chrysler e GM, che aveva parlato di "interessi al di sotto della media".

La reazione della stampa americana non si è fatta attendere: il Financial Times ha parlato di calo di popolarità e di passo falso, altri lo hanno definito "imbroglione", mentre il prestigioso Wall Street Journal ha scritto di "parole che provocano agitazione".

Da Marchionne si è poi subito iniziato a parlare dell'Italia, dove il manager non è ben visto dai sindacati (e questa non è una novità) e dove il Paese è visto debole e in crisi, dove il lavoro è rigido e dove la burocrazia è troppo alta. Critiche sono arrivate anche alla luce della possibilità (ipotizzata e poi smentita) di trasferire a Detroit la sede principale di Fiat-Chrysler.

Nel frattempo, Marchionne si è scusato e ha detto di non aver voluto minimizzare l'aiuto federale che è stato fondamentale per il salvataggio del costruttore del Michgan.

D'altro canto, però, il manager si è appena portato a casa un successo in occasione della finalissima del campionato NFL di football americano. "Varrà la pena vedere il nostro spot durante il Super Bowl" aveva annunciato Marchionne nei giorni precedenti. E infatti quel commercial sembra aver galvanizzato il pubblico televisivo americano che ha apprezzato la presenza del rapper Eminem (cittadino di Detroit come la Chrysler...) e che continua a vederlo su Youtube.

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di Andrea Barbieri Carones | 09 febbraio 2011

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