GP Roma: c'è chi dice no...

Inquinamento acustico, danneggiamento delle aree verdi, limitazioni alla circolazione. All'Eur, c'è chi del GP non vuole neanche sentirne parlare

Chi ha il coraggio di dire agli abitanti dell'Eur che il patron della F1, Bernie Ecclestone, ha avviato le pratiche per la registrazione del marchio "Formula 1 Gran Premio di Roma"? La notizia, resa nota in questi giorni dal quotidiano inglese Evening Standard, in parte sarà un passo cruciale per l'organizzazione della gara capitolina.

Tuttavia, questo potrebbe accendere ancora di più gli animi di chi all'Eur (e in particolare nella zona compresa fra Eur, Torrino, Decima, Castellaccio, Ferratella, Trigoria, Castel di Leva, Ottavo Colle, Giuliano Dalmata) ci vive e, nel 2013, potrebbe trovarsi tutto il circus della massima Formula sotto il naso.

C'è, infatti, una linea dura di residenti che del GP non ne vogliono nemmeno sentir parlare. La causa? Un eccessivo impatto ambientale, inquinamento acustico, il rischio di danneggiare gli arredi "verdi" dei quartieri che si affacceranno sul tracciato di gara.

Il fatto che la FIA abbia approvato il progetto del circuito e che si sia costituita una società, la Roma Formula Futuro, per la gestione di tutti gli eventi legati al GP organizzato dalla Flammini Group, e che - come indicato in più di una occasione - per l'appuntamento di Roma con la F1 non sarà speso nemmeno un euro dalle casse pubbliche, non basta a calmare gli animi.

Queste rassicurazioni sono state il punto focale dei colloqui fra gli organizzatori e le istituzioni. Andrea De Priamo, presidente della Commissione ambiente al Comune di Roma, rassicura gli animi: "Non ci sarà alcun danno per l'ambiente: la nostra intenzione è di mettere in piedi un Gran Premio 'a impatto zero', nel rispetto delle esigenze dei cittadini e del territorio: preserveremo le alberature e il patrimonio architettonico e culturale e utilizzeremo energie rinnovabili nelle strutture collegate all'evento".

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di Francesco Giorgi | 22 luglio 2010

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