Fiat: investimento in Serbia, a secco Mirafiori

Il Lingotto ha confermato un investimento da 1 miliardo di euro per produrre in Serbia un nuovo monovolume destinato a Mirafiori

Mirafiori: lo stabilimento Fiat

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I rapporti tra Fiat e sindacati si confermano in momento particolarmente delicato: arriva infatti direttamente dall'amministratore delegato Sergio Marchionne l'annuncio che l'azienda ha deciso di spostare in Serbia la produzione di un modello originariamente destinato allo stabilimento di Mirafiori. Si tratta di una monovolume compatta, sigla di progetto L0, destinata a sostituire a partire dal 2012 i modelli Fiat Idea, Fiat Multipla e Lancia Musa.

Le motivazioni della scelta strategica, elaborata nei giorni scorsi dal Group Executive Council, risiedono nell'incertezza data dal produrre in Italia ed evidenziata dalle recenti vicende di Pomigliano d'Arco. "Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell'attività" ha spiegato Marchionne.

Lo stesso investimento di 700 milioni per lo stabilimento campano - già confermato - potrebbe saltare in caso di conflitti sindacali che mettano a rischio la produzione di un modello importante quale la nuova Panda, anche a costo di perdere parte dei fondi investiti. In una partita che ormai si gioca a livello globale, per il manager italo-canadese è di primaria importanza che gli impianti italiani siano competitivi e per farlo "dobbiamo convincere i sindacati sull'assoluta necessità di modernizzare i rapporti industriali in Italia".

"Se venisse confermata la volontà di portare il nuovo modello in Serbia - ha replicato Giorgio Airaudo, segretario della Fiom a Torino - si aprirebbero problemi a Mirafiori, smentendo gli impegni che la Fiat aveva illustrato il 21 aprile ai sindacati. Non vogliamo pensare che la Fiat si relazioni con i lavoratori e i sindacati italiani contrapponendo sempre le produzioni tra un sito estero e un sito italiano". Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha dichiarato: "Non vorrei che fosse Mirafiori, che più di ogni altro ha creduto nella possibilità di un rilancio a pagare i costi della vicenda Pomigliano".

L'investimento in Serbia ammonta a quasi un miliardo di euro e porterebbe a produrre nel sito di Kragujevac fino a 190mila unità annue. L'esborso per Fiat è però limitato a 350 milioni, grazie ai 250 milioni messi sul piatto dal governo di Belgrado e ai 400 milioni provenienti dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti). L'operazione serba consentirà inoltre al Lingotto di portare avanti concretamente la joint venture con il costruttore locale Zastava, che già da due anni è in attesa di un modello nuovo da produrre.

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di Andrea Tomelleri | 22 luglio 2010

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