Fiat: Brasile, terra di samba, calcio e... auto

Fiat vende più auto in Brasile che in Italia e allarga il proprio stabilimento. Lo stesso faranno VW, GM e Ford, che investiranno miliardi

Fiat ha ingrandito il proprio stabilimento auto a Belo Horizonte, in Brasile, per razionalizzare la produzione dei 12 modelli che vi costruisce, dalla Uno alla Punto alla Strada, un piccolo pick up sviluppato ad hoc per il mercato locale.

A questo punto dire che la Fiat si fabbrica in Italia è quasi come dire che l'Inter è un serbatoio di giocatori per la nazionale italiana di calcio: l'ex colonia portoghese, infatti, è da tempo diventata quella col più grande stabilimento di auto del Lingotto e uno dei più attivi al mondo, visto che ogni giorno consuma 750 tonnellate di acciaio, è in funzione 24 ore al giorno su 3 turni e produce un'auto ogni 20 secondi e più di 3.000 ogni 24 ore. Che fanno 722.400 ogni anno, secondo solo al plant che Volkswagen ha a Wolfsburg e che nel 2009 ha "sfornato" 740.000 veicoli.

Ma il dato forse più impensabile è che Fiat perde soldi dai mercati del vecchio continente, mentre in Brasile (anno 2009) ha registrato un profitto netto di quasi 700 milioni di euro grazie al fatto che controlla quasi un quarto del mercato delle utilitarie e dei veicoli commerciali e vende più auto che in Italia.

Al punto che l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, scherzosamente si è chiesto che cosa ci faccia ancora in Italia la Casa fondata dalla famiglia Agnelli, invece di trasferirsi fra le palme del Sud Atlantico.

Ma Fiat non è la sola a puntare al Brasile, paese che offre alti margini di guadagno: la Volkswagen, per esempio, da qui al 2014 investirà 2,3 miliardi di euro per "produrre auto a ritmo di samba" e cercare di passare dal secondo al primo posto per volume di vendite.

Strategia simile per il terzo produttore, General Motors, che pur non riportando profitti ha iniziato a investire sul paese governato da Lula.

E non è restato a guardare il quarto costruttore: dopo un profitto di 765 milioni di dollari in Sud America, Ford mira a fare investimenti a 8 zeri e a produrre una piccola "sport untility" da destinare soprattutto al Brasile.

Ma perché questa moda "brasileira"? Semplice: nel 2009 il mercato è salito dell'11% aiutato dagli sgravi fiscali ma anche sostenuto da una buona economia che ha allargato la base della cosiddetta middle class, che a sua volta porterà il mercato automobilistico del paese a crescere a ritmi sostenuti anche nel 2010 e negli anni successivi anche perché nel paese circola solo 1 veicolo ogni 6,5 abitanti, mentre negli Usa è arrivato a 1 o 1,2.

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di Andrea Barbieri Carones | 25 maggio 2010

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