Fiat: venti di cassa integrazione su Mirafiori

I sindacati mettono in luce il paradosso tra le recenti dichiarazioni di Marchionne ed il nuovo ricorso alla cassa integrazione

Fiat: venti di cassa integrazione su Mirafiori

di Yves D'Alessandro

28 aprile 2010

I sindacati mettono in luce il paradosso tra le recenti dichiarazioni di Marchionne ed il nuovo ricorso alla cassa integrazione

L’atmosfera di positività successiva al piano di rilancio presentato da Sergio Marchionne qualche giorno fa è stata presto offuscata dall’annuncio di un calo delle vendite e di nuovo programma di cassa integrazione per il Gruppo italiano.

Dal 24 al 26 Maggio si fermeranno le linee di stampaggio carrozzeria di Punto, Idea e Musa a Mirafiori, mentre dal 27 Maggio al 6 Giugno si prevede lo stop di tutto il comparto produttivo della fabbrica Torinese, con conseguente disagio per circa 5000 lavoratori.

In riorganizzazione anche gli orari di lavoro ed i turni di Pomigliano d’Arco in vista dell’inizio della produzione della Panda. Segnali positivi vengono invece dal settore dei  veicoli commerciali, con una netta crescita del mercato a livello europeo, che pone Iveco in posizione trainante rispetto alle altre aziende del gruppo.[!BANNER]

I sindacati fanno luce sul paradosso venutosi a creare tra le recenti dichiarazioni di Marchionne e le contrastanti azioni restrittive intraprese dalla dirigenza, dichiarando preoccupati: Aspettiamo le 300.000 vetture a Mirafiori, ma intanto aumenta la cassa integrazione – commenta Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino – c’è una prospettiva lunga di sviluppo, ma nell’immediato si intensifica la cassa integrazione“.  Più propositivi i toni del responsabile Auto della Fismic Vincenzo Aragona che dichiara:  “Dopo il piano presentato da Marchionne  speriamo che queste siano le ultime battute della cassa integrazione. Per quanto ci riguarda – conclude – siamo disponibili a una trattativa sulla flessibilità“.