Aumenti benzina, denuncia del Codacons

L’Associazione dei consumatori punta il dito contro l’incremento dei prezzi in coincidenza con l’esodo per le festività

Aumenti benzina, denuncia del Codacons

di Lorenzo Stracquadanio

03 aprile 2010

L’Associazione dei consumatori punta il dito contro l’incremento dei prezzi in coincidenza con l’esodo per le festività

Il Codacons ha presentato un esposto presso ben 104 Procure della Repubblica distribuite su tutto il territorio nazionale per denunciare l’aumento ingiustificato dei prezzi del carburante. Aumento che puntualmente si è verificato a ridosso delle festività pasquali, periodo in cui milioni di automobilisti si mettono al volante.

“I rincari hanno portato a un livello dei prezzi preoccupante – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – a danno di milioni di automobilisti che in queste ore si stanno mettendo in viaggio. Per fare un pieno gli automobilisti dovranno sborsare almeno 10 euro in più rispetto un anno fa”.

Nell’esposto l’associazione chiede alle Procure e all’Antitrust l’invio della Guardia di Finanza direttamente presso i distributori di carburanti, al fine di acquisire i documenti relativi ai rincari dei listini e disporre il sequestro delle pompe che hanno effettuato aumenti nell’ultima settimana.

“Non escludiamo anche una maxi class action da parte degli automobilisti contro le compagnie petrolifere – conclude il presidente del Codacons – e consigliamo finora agli utenti di conservare i documenti che attestino i rifornimenti di carburante”.[!BANNER]

Dal canto loro le compagnie petrolifere hanno respinto le accuse sostenendo che il prezzo alle pompe è rimasto sostanzialmente invariato. In una nota diffusa dall’Unione petrolifera http://www.unionepetrolifera.it/ si legge: “I prezzi sono legati agli andamenti delle corrispondenti quotazioni internazionali dei prodotti raffinati rilevati dall’agenzia specializzata Platts che cambiano ogni giorno”.

“Non più tollerabile – continua il testo – questo continuo stillicidio e quest’opera di continua disinformazione che continua a legare l’andamento dei prezzi interni a quello del greggio tal quale”.