Termini Imerese, Epifani: Fiat aumenti la produzione

Il leader sindacale contro la chiusura di Termini, propone di incrementare il numero di auto fabbricate in Italia, per soddisfare la domanda interna

Termini Imerese, Epifani: Fiat aumenti la produzione

Tutto su: FIAT

di Andrea Barbieri Carones

12 gennaio 2010

Il leader sindacale contro la chiusura di Termini, propone di incrementare il numero di auto fabbricate in Italia, per soddisfare la domanda interna

I sindacati sul piede di guerra con la Fiat di Marchionne. Guglielmo Epifani, il battagliero leader della CGIL, da Pomigliano d’Arco ha criticato l’atteggiamento dell’azienda relativamente alla questione della chiusura dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, che secondo i piani del Lingotto dovrebbe chiudere entro il 2012 in quanto antieconomico.

“La Fiat è una multinazionale e i sindacati devono rendersi conto della realtà”  ha speigato da Detroit Sergio Marchionne. “La domanda e l’offerta si devono incontrare. Siamo disposti ai colloqui con i rappresentanti sindacali, ma la realtà è questa”. Dal canto loro, questi ultimi chiedono che Fiat aumenti la produzione di auto, che attualmente è ferma alle 600.000 unità a fronte di una domanda di 1 milione.

Epifani punta soprattutto a tutelare i lavoratori Fiat impiegati sia a Pomigliano sia a Termini, a favore dei quali auspica tavoli di confronto visto che le prospettive di chi abita in quelle zone sono molto ristrette a causa di una disoccupazione terribilmente diffusa.[!BANNER]

Intanto, Alfa Romeo ha comunicato che i cancelli dello stabilimento di Pomigliano d’Arco riapriranno il 19 gennaio prossimo per i soli addetti alla produzione del modello Alfa 159, mentre il 20 rientreranno anche gli operai che producono la 147. Gli oltre 5.000 operai dello stabilimento sono in cassa integrazione straordinaria dal 16 novembre scorso.

Sempre riguardo la casa del Biscione, Marchionne ha ribadido che Alfa non è in vendita, anche se è in atto una profonda revisione focalizzata sul fare profitti e lasciar da parte i sentimentalismi (l’azienda festeggerà quest’anno il secolo di vita, ndr).