Fiat: Marchionne conferma gli obiettivi 2012

Durante l’assemblea degli azionisti Fiat, Marchionne ha confermato gli obiettivi e gli impegni dell’azienda.

Fiat: Marchionne conferma gli obiettivi 2012

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di Francesco Donnici

04 aprile 2012

Durante l’assemblea degli azionisti Fiat, Marchionne ha confermato gli obiettivi e gli impegni dell’azienda.

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, in occasione dell’assemblea dei soci del Lingotto, dopo aver elencato i dati di vendita globali dell’ultimo anno relativi all’alleanza Fiat-Chrysler, ha esplicato gli obiettivi e le ambizioni del Gruppo. Ha inoltre precisato che: “Ogni azienda, in ogni parte del mondo, ha il diritto e il dovere di compiere delle scelte industriali e di farlo in modo razionale”. 

L’alleanza Fiat-Chrysler – secondo il manager – ha dato all’Italia un’importante occasione di rientrare in un disegno globale, grazie alla condivisione di sinergie industriali e alla possibilità di entrare in nuovi mercati extra europei, come ad esempio il nord America, ma anche l’Australia. Marchionne ha inoltre sottolineato il fatto che la Fiat ha gli strumenti e la volontà per diventare una realtà altamente competitiva a livello mondiale, ma in questa importante partita anche l’Italia e le sue forze sociali devono fare la propria parte offrendo un contributo fondamentale alla realtà che il Gruppo sta costruendo.

Nonostante i dati negativi riportati in Italia e in Europa dalla Casa del Lingotto, Marchionne ha confermato gli obiettivi per il 2012 che dovrebbe chiudersi con ricavi superiori ai 77 miliardi di euro. Secondo le parole dell’amministratore delegato: “Per quest’anno si prevede un numero di novità uguale o addirittura superiore a quelle del 2011,ovvero ben 19 nuovi modelli e 9 aggiornamenti“.

L’impianto di Pomigliano dove viene prodotta la nuova Panda – per Marchionne – è un esempio lampante del senso di responsabilità che ha la Fiat nei confronti dell’Italia. Infatti la scelta dello stabilimento italiano per la produzione della citycar torinese  è stata fatta in totale autonomia e senza chiedere contributi a nessuno, dimostrando la possibilità che ha la Fiat di risolvere le inefficienze della rete industriale italiana, sindacati e operai permettendo.