Fiat fuori da Confindustria a fine anno

Sergio Marchionne ha scritto a Emma Marcegaglia confermando che Fiat e Fiat Industrial dal 1° gennaio 2012 usciranno da Condindustria.

Dal 1° gennaio 2012 Fiat e Fiat industrial usciranno da Confindustria. La comunicazione di questa decisione - maturata da diversi mesi - è arrivata puntuale sulla scrivania del numero uno di via dell'Astronomia, Emma Marcegaglia.

A confermarlo è stato direttamente l'amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, che ha comunque lasciato aperta la possibilità di una eventuale forma di collaborazione con "alcune organizzazioni territoriali di Confindustria e in particolare con l'Unione industriali di Torino".

Nel motivare la sua uscita dall'associazione confindustriale, Marchionne ha fatto cenno all'accordo interconfederale del 28 giugno (di cui via dell'Astronomia è stata promotrice) e all'approvazione del Parlamento della legge che prevede forti elementi di flessibilità nell'articolo 8.

"Tuttavia - si legge nella lettera - con la firma dell'accordo interconfederale del 21 settembre è iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volontà di evitare l'applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull'efficacia dell'Articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l'impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale".

E su questo ultimo punto ha voluto puntare l'indice quel Sergio Marchionne che si appresta a mettere a punto la rinascita di un grande gruppo internazionale, presente con 181 stabilimenti in 30 Paesi del mondo e che non può operare in Italia in un clima di incertezze.

L'uscita da Confindustria, pertanto, si inquadra in uno schema che darà maggior libertà d'azione al gruppo Fiat, pur applicando in modo rigoroso le disposizione legislative, sottolineando che "i rapporti con i nostri dipendenti e con le Organizzazioni sindacali saranno gestiti senza toccare alcun diritto dei lavoratori, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli, come previsto dalle intese già raggiunte per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco".

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di Andrea Barbieri Carones | 03 ottobre 2011

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