Brabham BT62: presentata la nuova supercar da 710 CV

Alla presenza del “capo” David Brabham, il neonato marchio Brabham Automotive ha svelato a Londra la coupé interamente sviluppata “in casa”: se ne faranno 70 unità, ma tutte per impieghi in pista.

Brabham BT62: presentata la nuova supercar da 710 CV

di Francesco Giorgi

03 maggio 2018

Meno di 1.000 kg, e più di 700 CV di potenza; motore V8 aspirato, trazione posteriore; corpo vettura in fibra di carbonio e linee marcatamente “racing” (ulteriormente caratterizzate da una livrea che omaggia le storiche monoposto vincenti nei primi due titoli mondiali in F1, conquistati nel 1966 e nel 1967) che mettono in evidenza un accurato engineering aerodinamico.

Ecco, in poche parole, le peculiarità alla base di Brabham BT62, il primo modello della neonata factory anglo-australiana con a capo David Brabham, figlio d’arte (il padre, Jack Brabham, già bi-campione del mondo nella massima Formula – 1959 e 1960, al volante delle Cooper T51 – nel 1962 fondò il proprio team, rimasto nella storia per essere tuttora l’unico esempio di pilota a vincere un campionato del mondo con una propria vettura) e a sua volta vincitore alla 24 Ore di Le Mans 2009.

La Brabham BT62 (iconica anche la sigla: “BT”, come le iniziali Brabham e (Ron) Tauranac, il progettista che fu sempre a fianco di “Black Jack” e con il quale nel 1962 diede vita al team), di recente al centro delle prime anticipazioni, è stata svelata nelle scorse ore, a Londra, presso i locali della Australia House (sede della Australian High Commission). Il suo ruolo si annuncia particolarmente ambizioso, ancorché piuttosto lontano dai progetti messi in atto da altre Case costruttrici che, negli ultimi anni, si sono affacciate sul promettente e competitivo panorama del comparto automotive di alta gamma, McLaren in primis: il marchio di Woking – lo prendiamo a titolo di paragone in virtù dell’eredità sportiva McLaren simile, in origine, ai progetti messi in atto da Jack Brabham  – produce supercar ed hypercar, tuttavia rivolte anche ad impieghi stradali. Nel caso della nuova Brabham BT62, l’habitat di riferimento sarà la pista: non se ne prevede una produzione omologata per la “normale” circolazione, seppure è da ritenersi possibile un futuro in tal senso per la nuova factory guidata da David Brabham; questa, in ogni caso, è un’ipotesi che più avanti andrà confermata.

In ossequio alle (orgogliose) radici australiane della famiglia Brabham, e la sua successiva espansione oltremanica, Brabham Automotive possiederà i propri uffici di rappresentanza (per USA, Europa e medio oriente) proprio nel Regno Unito, mentre per la commercializzazione delle supercoupé da pista sul terriorio “di origine” sarà creata una filiale ad Adelaide.

La inedita BT62 è una supercoupé che i vertici del giovanissimo marchio anglo-australiano già vedono impegnata sui circuiti più importanti della scena agonistica internazionale (su tutti, la stessa 24 Ore di Le Mans, e magari proprio nel 2019, a celebrare i dieci anni dalla vittoria di David Brabham). Il prototipo esposto al vernissage londinese anticipa una produzione volutamente limitatissima: 70 unità, che verranno assemblate nel complesso australiano ZF Lemforder, uno stabilimento di 15.000 metri quadri situato ad Edinburgh Park (nella zona nord di Adelaide) già utilizzato per la produzione di componenti destinati all’equipaggiamento della lineup Holden.

A questo proposito, il ministro dell’Industria del South Australia, David Pisoni, ha annunciato che l’”operazione Brabham” comporterà la nascita di 200 nuovi posti di lavoro: un piccolo ma significativo risultato in un Paese come l’Australia, che dalla fine di ottobre 2017 non possiede più, nel suo vasto territorio, alcuno stabilimento di produzione automotive, conseguenza della chiusura del Governo federale di Canberra al sostegno nei confronti delle Case costruttrici. L’ultimo a chiudere (in ordine di tempo) era stato lo storico impianto Holden di Adelaide; in precedenza, a chiudere i battenti nel “Continente Rosso” erano state Toyota e Ford (quest’ultima nello storico stabilimento nei pressi di Melbourne), che insieme al “brand” australiano di GM Holden hanno per decenni rappresentato la “base” automobilistica in Australia. I sindacati di settore hanno calcolato, all’epoca del definitivo “stop” alla produzione Holden, che la cancellazione del comparto auto “made in Australia” ha comportato la perdita di circa 30.000 posti di lavoro.

La nuova Brabham BT62 – a ricordare una ulteriore ricorrenza, la sua presentazione concide con i settant’anni dai primi passi di Jack Brabham nel mondo delle competizioni, che avvennero nel 1948 sulle piste di speedway australiane – sarà articolata in due distinte declinazioni: una prima serie, pressoché identica al prototipo esposto alla Australia House di Londra, sarà caratterizzato dalla medesima combinazione cromatica in British Racing Green e oro, che come detto riprende la colorazione delle monoposto che conquistarono i titoli mondiali F1 nel 1966 (terzo alloro iridato per Jack Brabham) e 1967 (Denis Hulme). Le altre 35 unità, a loro volta, presenteranno anch’esse una dichiarata ispirazione al altrettante celebri monoposto Brabham: la BT45 (in rosso con decorazioni azzurro-blu) e la BT51 (in bianco e accenti grigio scuro e nero).

Dal punto di vista tecnico (capo del progetto è Paul Birch), la inedita BT62 – dalle dimesioni ragionevolmente “compatte” (4,46 m di lunghezza) ed in linea con le supercoupé concorrenti (Ferrari, Porsche, McLaren, Lamborghini) – viene realizzata facendo ampio ricorso alla fibra di carbonio per la scocca e la carrozzeria, la quale a sua volta dispone di un accurato studio aerodinamico, peraltro chiaramente visibile dalle vistose “appendici” che ne arricchiscono il corpo vettura: un larghissimo spoiler anteriore, evidenti “ali” laterali, un ampio alettone posteriore ed un altrettanto “largo” diffusore inferiore. Dati alla mano, indica David Brabham, la BT62 è in grado di generare fino a 1.200 kg di downforce, necessaria per mantenere la corretta tenuta di strada in curva e la adeguata stabilità nei rettilinei alle più elevate velocità. Al comportamento dinamico del veicolo contribuiscono gli pneumatici Michelin racing  scelti come primo equipaggiamento ed un set di sospensioni a doppi quadrilateri con ammortizzatori e barre antirollio regolabili. L’impianto frenante si avvale di pinze a sei pintoncinoi e dischi carboceramici.

La cellula-abitacolo mette in evidenza una impostazione necessariamente “minimal”, come prevedono le necessità di attenzione ai pesi in previsione dell’impiego agonistico della vettura, per quanto curata: dettagli in Alcantara, volante dalla forma direttamente derivata da quelli comunemente impiegati nelle competizioni e che integra una serie di pulsanti per il controllo dei parametri vettura, sedili anatomici dal guscio in fibra di carbonio, cinture di sicurezza a sei punti e strumentazione digitale con display da 12”.

Sotto il cofano (o meglio: alle spalle dell’abitacolo), la nuova Brabham BT62 viene equipaggiata con un motore manifestamente “racing”: un’unità V8 da 5,4 litri progettata e realizzata “in casa”, ad alimentazione “atmosferica” e abbinato ad un cambio sequenziale a sei rapporti. La trazione è posteriore, e “indirizzata” alle performance in circuito in virtù dell’ausilio di sistemi di assistenza alla guida quali Launch Control e dispositivi azionabili dal pilota. La potenza erogata dal 5.4 V8 di Brabham BT62 è 710 CV, con una coppia massima nell’ordine di 667 Nm. Tenuto conto del peso “a secco” di 972 kg, il rapporto peso/potenza sviluppato da Brabham BT62 è partcolarmente elevato: 730 CV/tonnellata. Questo dato preannuncia valori prestazionali elevatissimi, che al momento della presentazione non sono stati resi noti ma che verranno dettagliati più avanti.

Già comunicato, peraltro, il prezzo di vendita, che “parte” da un milione di sterline, corrispondenti a circa 1,13 milioni di euro, al quale saranno da aggiungere le tasse, le spese di immatricolazione e gli eventuali accessori a richiesta. Come avviene per McLaren e per Ferrari, compresa nella cifra di vendita ogni unità delle 70 programmate di Brabham BT62 comprenderà l’iscrizione ad uno specifico programma di guida a cura della stessa Brabham: in questo modo, ciascun acquirente assumerà il ruolo di collaudatore, e si vedrà “confezionare su misura” il proprio esemplare.