Sicurezza: ANAS studia gli spartitraffico a prova di TIR

In un test le nuove barriere hanno resistito all’impatto successivo di ben 2 mezzi pesanti da 38 tonnellate ad una velocità di 65 km/h.

In un filmato decisamente esplicativo per le potenzialità di una nuova tipologia di spartitraffico diffuso dall’ANAS si possono apprezzare i vantaggi di queste strutture in calcestruzzo mentre assorbono ben 2 impatti con altrettanti mezzi pesanti con risultati a dir poco sorprendenti.

L’innovazione risiede negli ancoraggi

Denominato Ndba, che sta per National Dynamic Barrier Anas, questo dispositivo, atto a salvaguardare il tanto temuto “salto di carreggiata”, ha retto l’impatto con un angolo di 20° di 2 tir da 38 tonnellate mentre viaggiavano alla velocità di 65 km/h. Ovviamente, non poteva mancare una prova con un’auto, nello specifico una vettura da 900 kg come la vecchia Fiat Uno sacrificata per l’occasione e lanciata con il medesimo angolo di impatto ma ad una velocità di 100 km/h.

L’aspetto interessante è che tramite gli ancoraggi pensati per bloccare le strutture si riduce lo spostamento durante l’impatto, la cosiddetta larghezza operativa, grazie a dei nuovi profilati d’acciaio che consentono una minore deformazione delle barriere se confrontate con quelle in uso attualmente e che presentano ancoraggi differenti.

Su strada in futuro

Insomma, nuove strutture pensate per la sicurezza che presto potrebbero entrare in servizio, e che rappresentano l’evoluzione della sicurezza passiva per evitare che determinati incidenti possano coinvolgere un numero ancora più elevato di veicoli con le relative conseguenze per gli occupanti.

Segno che la ricerca non si ferma mai in questo ambito dove le barriere, insieme a  veicoli sempre più dotati dal punto di vista della sicurezza passiva e attiva, si auspica che possano ridurre il numero delle vittime della strada in maniera significativa.

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