Antonov produce in Cina i nuovi automatici TX-6

Antonov, specializzata in cambi automatici, produce in Cina il nuovo TX-6, che assicura bassi consumi grazie all’assenza del convertitore

Antonov produce in Cina i nuovi automatici TX-6

di Redazione

23 aprile 2010

Antonov, specializzata in cambi automatici, produce in Cina il nuovo TX-6, che assicura bassi consumi grazie all’assenza del convertitore

La joint venture tra la britannica Antonov e la cinese Chongqing Landai Industry Co Ltd è stata concepita per dare un risultato tecnico innovativo e un sensibile abbattimaneto dei costi, e pare proprio che la cosa stia funzionando. Le due leader nella progettazione e produzione di cambi automatici hanno pianificatto la produzione in Cina dell’innovativo cambio a sei marce TX-6, atteso per fine 2011.

Antonov ha, infatti, terminato la parte di engineering design per la produzione del nuovo cambio che entro due mesi arriverà in pre-produzione, mentre l’installazione sui veicoli di test è prevista entro la prossima estate per dare inizio all’ultima fase di valutazione a Warwick, nel West Midlands. Ma c’è una novità in più: sebbene la pre-produzione iniziale rimarrà in Europa con fornitori europei, la Landai giocherà un ruolo preponderante nella fornitura della fase finale della pre-produzione. Infine, la maggior parte della produzione del cambio TX-6 sarà direttamente fatta in Cina per assicurare prezzi competitivi anche sul mercato dagli occhi a mandorla.[!BANNER]

Parallelamente alla progettazione del nuovo cambio in UK, la Landai ha fatto grandi progressi nella costruzione del nuovo stabilimento di Chong Qing prevedendo 1400 persone impiegate in più e una significativa crescita della domanda sul mercato cinese per il TX-6, le cui messa in opera si attende per l’ultimo quarto del 2011.

Tecnicamente, l’innovazione maggiore del cambio a sei marce TX-6, brevettato, è l’eliminazione del tradizionale convertitore di coppia per lasciare spazio alla “planetary transmission” portando così l’efficienza di un cambio automatico molto vicina a quella di un cambio manuale, oltre a raggiungere una sensibile riduzione dei costi, del peso, delle dimensioni e degli ingombri del cambio stesso. Il che, si traduce anche in riduzione dei consumi e, quindi, delle emissioni aiutando così a rispettare gli obiettivi del prossimo futuro.