Dall’Alfa Romeo Giulietta alla Dodge Dart

La nuova berlina americana è il modello simbolo della collaborazione tra Fiat e Chrysler.

Alfa Romeo Giulietta

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Nel 2009 erano in pochi a scommettere sulla scelta di Sergio Marchionne di prendere il controllo di Chrysler Group da parte di Fiat Spa. Il colosso americano era sull'orlo del fallimento e la precedente partnership con Daimler aveva dato risultato fallimentari. Come confermato da Gary Dilts, capo delle vendite in Chrysler nel 2006, tra il marchio americano e il gruppo tedesco c'è stata solo una fusione di bilanci e niente di più.  "Per i primi due anni non abbiamo potuto condividere nessun componente con Mercedes" ha dichiarato Dilts.

Ora la situazione è completamente diversa. La Dodge Dart rappresenta la perfetta collaborazione tra Fiat e Chrysler. Caratterizzata da un'estetica studiata per rispondere ai gusti della clientela americana, la berlina nasce su una versione allungata della piattaforma CUSW, portata al debutto dall'Alfa Romeo Giulietta e utilizzata anche dai modelli Fiat Bravo e Lancia Delta.

La parentela con i modelli italiani non si  ferma alla piattaforma. La Dodge Dart monta la motorizzazione 1.4 T-Jet da 160 cavalli, abbinata al cambio manuale a sei marce, condivisa con la 500 Abarth. Oltre ad un nuovo processo produttivo importato dall'Europa, la Dart ha ridotto il peso complessivo attraverso una nuova traversa in alluminio più leggera realizzata grazie ad una fusione innovativa per gli Stati Uniti.

La Dodge Dart può contare anche su un prezzo di acquisto inferiore alla concorrenza. Rispetto alle rivali Toyota Corolla e Chevrolet Corolla, in vendita rispettivamente a 16.890 dollari e 17.595 dollari, la berlina americana parente dell'Alfa Romeo Giulietta ha un prezzo di partenza di 16.790 dollari, mentre la versione full optional arriva a 23.290 euro.

La piattaforma CUSW non sarà utilizzata solo sotto la carrozzeria della Dodge Dart. Secondo Marchionne verrà utilizzata come base per altri otto modelli del gruppo Chrysler nei segmenti C e D. Le prime vetture saranno la Jeep Liberty costruita negli impianti di Toledo in Ohio e la Chrysler 100 prodotta insieme alla Dart nello stabilimento di Belvidere in Illinois.

Se Chrysler ha guadagnato dalla partnership con Fiat la possibilità di realizzare modelli compatti sulla piattaforma CUSW, disporre di motorizzazioni dalla cilindrata ridotta e accedere facilmente ai mercati globali, anche il marchio italiano sta avendo una lunga serie di benefici. Dopo anni di assenza Fiat è potuta tornare sul mercato americano appoggiandosi ad una rete commerciale estesa e presente in tutta la nazione, ha ampliato la gamma Lancia, seppur rimarchiando vetture già in vendita oltreoceano, e può contare sui modelli Jeep.

Il successo commerciale del matrimonio tra Fiat e Chrysler non deriva solamente dallo scambio di prodotti competitivi a livello mondiale ma parte da una profonda collaborazione tra le due aziende. Per Mark Chernoby, ingegnere capo di Chrysler, il team di lavoro in Fiat "è stato il primo con cui fin dal primo momento ci siamo scambiati consigli e abbiamo iniziato a imparare l'uno dall'altro". Tutto il contrario di quello che succedeva con Mercedes..

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di Simonluca Pini | 16 maggio 2012

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