La Red Bull 2010 all’insegna della continuità

Piccoli ritocchi per la monoposto di F1 con motore Renault, che punta al titolo iridato dopo il secondo posto del 2009

La Red Bull 2010 all'insegna della continuità

di Andrea Barbieri Carones

11 febbraio 2010

Piccoli ritocchi per la monoposto di F1 con motore Renault, che punta al titolo iridato dopo il secondo posto del 2009

A poche settimane dall’accensione del primo semaforo verde in Formula Uno, la Red Bull è stata presentata a tutti gli appassionati presso il circuito di Jerez de la Frontera, nel Sud dela Spagna. L’auto più attesa della stagione, dell’omonimo team austriaco, aveva saltato i primi test stagionali di Valencia per concentrarsi sullo sviluppo della macchina senza ripartire da zero.


Lo scorso anno, infatti, la Red Bull aveva dominato le ultime 3 prove della stagione, permettendole di chiudere al 2° posto generale, grazie anche al pilota tedesco Sebastian Vettel.


La nuova monoposto 2010 (RB6) sarà l’evoluzione della FB5 dello scorso anno, con motore Renault, con un cofano motore a pinna di squalo simile a quello utilizzato da altri team e il doppio diffusore sviluppato già lo scorso anno. Il progettista britannico Adrian Newey si è dovuto adeguare ai cambiamenti regolamentari e alla necessità di migliorare per cui la monoposto risulta ovviamente più lunga. Cosa di cui si è subito reso conto Mark Webber, che ha fatto debuttare la vettura con una settimana di ritardo rispetto alle case concorrenti e con gli pneumatici anteriori leggermente più stretti.[!BANNER]


“Abbiamo voluto mantenere inalterata la soluzione delle sospensioni posteriori pull-rod perché era collaudata” ha detto il progettista 50enne. “La difficoltà è stata quella di poterle adattare al diffusore, che è stato ingrandito. L’obiettivo è naturalmente quello di puntare al titolo iridato con i nostri piloti, di cui abbiamo la massima fiducia”. E sulla fiducia, il pilota Max Webber ha sollevato qualche dubbio relativamente alla sicurezza di avere dei serbatoi più capienti a bordo, molto pericolosi in caso di incidente.

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