Mercato: dopo un 2011 difficile, cosa aspettarsi?

Finisce un anno complicato per i costruttori di automobili, con risultati e annunci che aprono ad un 2012 carico d'incertezze.

Il 2011 si è chiuso con un calo generale delle vendite in Italia e in Europa. La locomotiva del mercato globale si conferma la Cina, sempre di più il punto di riferimento per i segmenti superiori. Ma ripercorriamo in breve cosa è avvenuto nel difficile 2011 dell'auto.

Lusso: Audi sorpassa Mercedes

Tra i marchi di lusso grande vittoria per Audi, che sale al secondo posto nella classifica dei produttori premium, con un progresso a due cifre a scavalcare Mercedes-Benz; entro il 2015 punta a scavalcare Bmw e fissa un obiettivo per il 2020 di 2 milioni di vetture.

Delle tre perle dell'industria tedesca del lusso, Mercedes è quella che sta peggio e chiude il 2011 in difesa, proprio mentre le due rivali segnano incrementi di vendite lusinghieri pur in un anno di crisi globale.

Rupert Stadler, AD di Audi, sembra molto sicuro del fatto suo e pur prevedendo un 2012 almeno altrettanto difficile, specie per i mercati europei più colpiti dall'incertezza finanziaria, come Italia, Grecia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, è convinto che Audi passerà indenne e in condizioni migliori dei rivali.

Certo che il ruolo del marchio dei quattro anelli nel contesto del gruppo, che sembrava messo in discussione dall'integrazione di Porsche, sembra tornato centrale.

Qualcuno ipotizza persino un pensionamento anticipato di Martin Winterkorn e l'avvento di Stadler, che sembra ormai diventato il pupillo di Ferdinand Piech, alla guida dell'intero gruppo.

Toyota perde la leadership mondiale

D'accordo, c'è stato l'effetto tsunami, la catastrofe nucleare di marzo, lo strascico pesante dei richiami milionari che hanno intaccato gravemente il mito dell'affidabilità, ma anche se prevista e annunciata come temporanea, la perdita della leadership mondiale da parte di Toyota è una notizia clamorosa.

Così General Motors, che solo due anni fa appariva moribonda, si riprende lo scettro di primo produttore mondiale che per decenni era stato suo,.

Lo smacco per il produttore giapponese è aumentato dall'ulteriore crescita di Volkswagen, che la scavalca anche per la seconda piazza.

Toyota si dichiara fiduciosa di un controsorpasso già nel 2012, ma l'incertezza è tale che nessuno azzarda previsioni attendibili.

La lotta per la leadership sarà uno dei temi caldi del prossimo anno.

I dolori di Fiat/Chrysler e PSA

I risultati peggiori tra i grandi costruttori sono quelli del gruppo italo americano e di quello francese.

Entrambi registrano un 2011 in rosso, entrambi ne parlano come di una fase di passaggio verso uno sviluppo già nel 2012, anno peraltro di recessione attesa del mercato europeo.

In effetti proprio il mercato europeo ha pesato in negativo, in particolare per i marchi Fiat e Peugeot.

Per fortuna da metà 2011 i conti di Chrysler sono confluiti nel gruppo e i risultati americani, molto positivi, hanno salvato un bilancio Fiat 2011 che altrimenti sarebbe stato ben peggiore.

Alfa Romeo, in attesa di avere una gamma vera, si è difesa con Giulietta ma ha perso terreno con Mito.

Lancia e Jeep hanno compensato in parte le perdite europee, con incrementi di rilievo, specie sul mercato tedesco.

Dal 2012 partirà lo stabilimento che Fiat intende costruire in Russia, nell'area di San Pietroburgo, per piazzare inizialmente su quel mercato 25.000 Jeep di lusso, tra Cherokee Limited e Grand Cherokee e con una potenzialità a regime di 150.000 vetture.

Per Peugeot l'ossigeno è arrivato nel 2011 essenzialmente da Citroen e in particolare dal successo della profittevole linea premium DS.

Nel 2012 Alfa Romeo soffrirà ancora, dato che le novità saranno pronte solo nel 2013, mentre Fiat avrà finalmente accanto alla Panda anche il monovolume L-o, una 500 Large, per il quale si attende una grande affermazione.

Inoltre con la versione targata Fiat della berlina due volumi e mezzo Dodge Dart, che sarà presentata a gennaio a Detroit, dall'estate del 2012 il marchio torinese sancirà l'ingresso sul mercato cinese, in cui è presente al momento solo con la 500.

Per Peugeot al debutto la fondamentale 208, il nuovo 3 cilindri da 1 litro e la DS1, la piccola Citroen trendy alla quale si spera arrida la fortuna che ha già baciato la DS3.

Il fallimento di Saab

Tra tanti grandi numeri, fa quasi tenerezza la tormentata fine della storica Saab, dopo lunga agonia e le illusioni vissute con Spyker prima ed i cinesi poi.

Peccato, ma realisticamente parlando non c'è spazio ormai per i piccoli marchi, sia pure gloriosi.

Destino amaro ma crudamente governato dall'inesorabile equilibrio tra costi e ricavi.

Saab negli ultimi 20 anni è rimasta costantemente in perdita (salvo un leggerissimo nero di bilancio nel 2001) e i costi di sviluppo, omologazione, produzione e distribuzione sono proibitivi e giustificati solo da numeri che non sono mai stati alla portata del marchio svedese.

Amara lezione e del resto GM aveva già tagliato, per superare la sua drammatica crisi, non solo tutti i suoi marchi europei ad eccezione di Opel - per ora sopravissuta solo perché GM non ha ricevuto un'offerta congrua - ma anche molti marchi americani come Oldsmobile, Buick, Saturn.

Un 2012 tra incertezze e tasse

Le previsioni per il 2012 non sono affatto rosee e confermano i problemi del comparto auto, un settore che nel nostro paese quest'anno dovrà affrontare anche un carico fiscale superiore a quello del 2011 con il superbollo oltre i 185 kW (un provvedimento che sta facendo crollare le immatricolazioni del lusso), i rincari dei carburanti, dell'IPT e delle assicurazioni. Insomma, nel 2012 si potrebbe realmente toccare il fondo, almeno in Italia.

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di Fabrizio Brunetti | 02 gennaio 2012

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