Come curare la manutenzione della batteria

Una serie di consigli per mantenere sempre in perfetta efficienza la batteria della propria auto: manutenzione, pulizia, piccoli interventi.

Come curare la manutenzione della batteria

di Francesco Giorgi

12 novembre 2014

Una serie di consigli per mantenere sempre in perfetta efficienza la batteria della propria auto: manutenzione, pulizia, piccoli interventi.

Il “cuore” dell’autoveicolo.

Il compito della batteria dell’auto è di fornire l’energia elettrica al motorino d’avviamento e all’alimentazione dell’impianto di illuminazione e dei servizi di bordo a vettura ferma; mentre quando il veicolo è in marcia, la ricarica della batteria avviene attraverso l’alternatore.

La questione è: quanti si preoccupano realmente delle condizioni della batteria installata nella propria auto? E’ importante che l’accumulatore sia sempre mantenuto in buone condizioni di carica, per contare su un buon trasferimento dell’energia, su un più facile avviamento della vettura e una migliore ricarica della batteria dall’alternatore: in caso contrario, può accadere di restare a piedi causa “batteria a terra” provocata dal suo scaricamento precoce. Uno dei piccoli inconvenienti che avvengono con maggiore frequenza, e che con la stagione invernale dietro l’angolo possono causare spiacevoli contrattempi agli automobilisti.

Occorre considerare, inoltre, che con lo sviluppo delle tecnologie automotive e dell’elettronica di bordo (dai sistemi infotainment di ultima generazione alla sempre maggiore presenza di modelli dotati di Start&Stop) la batteria dell’auto svolge compiti sempre più importanti. Ecco perché è essenziale conoscerne il funzionamento e mantenere sempre in forma questa importante componente del veicolo. Basta conoscere alcuni piccoli accorgimenti, ed eventualmente farli presenti all’autoriparatore (meccanico o elettrauto) di fiducia perché li metta in pratica: sono sufficienti pochi minuti per un salutare controllo alla batteria.

Arriva l’inverno: evitare problemi di avviamento

Estate e inverno, ciascuna con le proprie peculiarità climatiche, mettono a dura prova la batteria dell’auto. Riguardo alla stagione fredda, l’accumulatore – soprattutto nei momenti di “pausa” ai semafori o in coda – è portato a un superlavoro a causa dell’azionamento, spesso simultaneo, di strumenti che richiedono grandi quantitativi di energia: impianto di riscaldamento di abitacolo e (dove presente) dei sedili, lunotto termico, fendinebbia, ventole.

Come primo consiglio, le aziende produttrici di batterie indicano che è sempre meglio usare l’auto in previsione di tragitti medio – lunghi, per ottenere una migliore ricarica della batteria; al contrario, tragitti più brevi non permettono una ricarica ottimale e il rischio che la batteria si scarichi aumenta.

E per il mantenimento in buona salute della batteria? Ecco qualche piccolo accorgimento alla portata di tutti: dove possibile (cioè nelle batterie non sigillate) una volta al mese è bene controllare il livello dell’elettrolito e il suo livello di densità; ricordarsi di mantenere sempre pulito l’involucro esterno della batteria; controllare periodicamente i morsetti e proteggerli con grasso di vaselina; se questa è presente, controllare la tubazione di scarico dei vapori dell’acido solforico. In ultimo, se l’auto non viene utilizzata per tempi lunghi, è consigliabile procedere a un ciclo completo di ricarica ogni 2 – 3 settimane.

Ricaricare la batteria

Se non si usa l’auto per lunghi periodi, è sempre meglio staccare la batteria e ricoverarla all’asciutto. Ecco come rimuovere l’accumulatore: con una chiave da 10 o da 12 (a seconda della vettura) si rimuovono i morsetti, iniziando sempre dal polo negativo, che può essere segnalato con il segno “-” oppure con un bollino verde o nero. Rimossi i cavi, si staccano le staffe che tengono ferma la batteria nel proprio alloggiamento. A questo punto, l’accumulatore è pronto per essere messo da parte – in caso di lungo inutilizzo dell’auto – oppure per essere ricaricato attraverso un caricabatteria: operazione, quest’ultima, che richiede circa 24 ore.

Il procedimento di ricollocazione della batteria a bordo è l’inverso di quanto descritto in precedenza: si sistama la batteria, si collegano i cavi (partendo questa volta dal polo positivo), si fissano i morsetti.

Attenzione, però: l’intervento di sostituzione della batteria fai-da-te è un’operazione semplice nelle vetture “tradizionali”, ma può rivelarsi più complicata – avvertono le aziende produttrici di accumulatori – nel caso di modelli equipaggiati con Start&Stop e moderni sistemi infotainment, che vengono supportati da complessi sistemi elettronici. In questo caso, meglio che la sostituzione dell’accumulatore venga effettuata dall’autoriparatore (ad esempio: in molte auto, dopo la sostituzione della batteria occorre “registrare” il nuovo accumulatore, e il procedimento non è sempre agevole. Di più: può accadere che alcuni componenti quali radio e finestrini debbano essere riprogrammati).

Emergenza: avviare l’auto con i cavi

Alzi la mano chi non è mai stato costretto ad una ricarica d’emergenza. Si tratta di uno dei contrattempi più frequenti, soprattutto per chi usa l’auto prevalentemente in città e per brevi tratti, nei quali la batteria non ha il tempo per ricaricarsi attraverso l’alternatore. Se, al momento di avviare il motore, la batteria è “a terra” (facile accorgersene: il motorino d’avviamento generalmente “gira” piano), la soluzione – se si ha fretta di ripartire – è una sola: l’avviamento d’emergenza con i cavi. Posto che è sempre bene avere a bordo una coppia di questi utili accessori, ecco come procedere.

Innanzitutto, entrambe le vetture devono avere il motore spento: anche quella funzionante, perciò. Il primo passo da compiere è il collegamento delle due estremità del cavo rosso ai poli positivi di entrambe le batterie: quella carica e quella scarica. Successivamente, si collega un’estremità del cavo nero al polo negativo della batteria funzionanete, mentre l’altra estremità va collegata a un’area non verniciata nel vano motore dell’auto da riavviare. Terzo passaggio: si avvia il motore dell’auto funzionante, non prima di essersi assicurati che i cavi non passino in alcun punto vicino alla ventola o alla cinghia della ventola. Dopo qualche secondo, avviare il motore del veicolo con la batteria scarica. L’ultima fase prevede lo scollegamento dei cavi in ordine inverso rispetto al collegamento.

Ripristinare morsetti e poli corrosi

La vettura si mette in moto: tutto bene? In apparenza sì, ma un esame alle condizioni fisiche della batteria (a proposito: non sempre l’accumulatore si trova nel vano motore; alcune Case auto, fra le quali Bmw e Mercedes, lo sistemano in molti casi nel bagagliaio) può avvertire che ci sia bisogno di una pulizia a poli e morsetti, i quali non sempre vengono mantenuti “in forma” (è sufficiente spalmarli di tanto in tanto con grasso di vaselina). Niente di grave, basta un po’ di pazienza e qualche minuto per ripristinarne le funzioni.

In questo caso, occorre premunirsi di guanti protettivi, aceto bianco, acqua bollente, un piccolo contenitore, tamponi di cotone idrofilo, trapano multiuso, spazzole in acciaio inox (è utile ricordare che, per questa operazione, esistono in commercio appositi strumenti, formati da una spazzola in acciaio inox e una di ottone per la rifinitura, nonché di una terza spazzola specifica per i poli, che permettono di eliminare i fenomeni di corrosione meno gravi).

Una volta indossati i guanti da lavoro (per evitare che il liquido – corrosivo – contenuto nella batteria vada a contatto con la pelle e provochi irritazioni e ustioni), bisogna rimuovere la batteria dal suo alloggiamento, con il procedimento illustrato in precedenza. Il terzo step consiglia di versare una modica quantità di aceto bianco nel contenitore e immergervi il batuffolo di cotone idrofilo; successivamente, si strofina il cotone imbevuto di aceto lungo la zona corrosa: in questo modo, si rimuoverà la maggior parte della corrosione. Questa operazione va ripetuta fino a quando la corrosione non sarà stata completamente eliminata.

Può capitare che, nonostante questo passaggio, i morsetti presentino ancora delle zone corrose. In questo caso, il risultato migliore si ottiene con l’impiego del trapano multiuso (a non più di 15.000 giri/min) e le spazzole in acciaio inox e di ottone (quete ultime per la rifinitura).