Alfa Romeo: la gamma sportiva in prova a Varano

In occasione del corso di Guida Evoluta Motori.it vince il premio per la qualità di guida.

Gamma Sportiva Alfa Romeo 2014 a Varano de Melegari

Altre foto »

Ci sono tanti modi per provare un'auto, ma quando si tratta di vetture sportive, nella fattispecie Alfa Romeo, la pista rimane la location ideale. Lo sanno bene gli uomini del Biscione ed i responsabili del Centro Nazionale di Guida Sicura, capitanati da Gordon de Adamich, che, in occasione di un corso di Guida Evoluta per addetti ai lavori, hanno messo in corsia box bolidi del calibro della 4C e della 8C Competizione, oltre alle nuove MiTo e Giulietta Quadrifoglio Verde.

In una full immersion di esercizi volti al controllo dell'auto ed alla sicurezza, durante una giornata prodiga di giri in pista alla ricerca delle migliori traiettorie, Motori.it ha conquistato il premio per la migliore qualità di guida. Ma l'emozione ha convissuto con la consapevolezza di aver appreso un bagaglio di nozioni fondamentali per vivere la strada con più consapevolezza.

La mattinata è iniziata con briefing in cui Massimiliano Musso, un istruttore proveniente dal mondo dei rally, ci ha istruito sulla giusta posizione di guida, sulle traiettorie e sulla fase critica della frenata, fornendoci le indicazioni di massima per un corretto approccio al volante. Poi, sono iniziate le attività in pista e le protagoniste sono diventate loro, le Alfa Romeo, che hanno espresso tutto il loro potenziale tra cordoli e birilli, dispensando emozioni ed adrenalina.

Partiamo a bordo della più piccola della famiglia sportiva del Biscione, vale a dire la MiTo Quadrifoglio Verde, equipaggiata con il 1.4 Turbo MultiAir da 170 CV e 230 Nm a soli 2.500 giri al minuto, e subito iniziamo a scoprire quanto queste nuove Alfa siano amichevoli ma nello stesso tempo incisive quando si tratta di affrontare dei tratti misti a velocità sostenuta. La MiTo, sul tracciato di Varano de Melegari, si comporta in maniera leale, stridendo con le ruote anteriori quando l'aderenza inizia diminuire, ma mantiene la traiettoria in uscita di curva e mette a disposizione un telaio sincero nelle svolte più difficili.

Successivamente, è il turno della Giulietta Quadrifoglio Verde, anche lei con il Cambio a doppia frizione TCT, l'ideale per girare in pista grazie ai comandi al volante. Quindi ci dimentichiamo del pedale della frizione per la seconda volta, e ripartiamo all'attacco dei cordoli: in questo caso la spinta del motore si fa più incisiva grazie al 4 cilindri 1.750 cm3 da 240 CV e ben 340 Nm di coppia massima che arrivano alle ruote a partire da appena 2.000 giri. Con un peso del propulsore ridotto di 22 kg, per via del basamento d'alluminio, l'ingresso in curva è ancora più agile del modello precedente, mentre il sound coinvolge e la stabilità consente di affrontare con una certa disinvoltura anche la chicane veloce da affrontare in quarta marcia.

Dopo un assaggio del circuito di Varano passiamo ad affinare il controllo e la nobile arte del controsterzo attraverso delle MiTo appositamente modificate con i classici carrellini applicati alle ruote posteriori. L'esercizio consiste nell'affrontare un piccolo tracciato, realizzato in un appassito piazzale tramite dei coni, senza perdere il controllo della vettura. Nonostante si viaggi a velocità ridotte, in prima marcia, basta poco per perdere il retrotreno, per cui è necessario avere riflessi pronti ed estrema rapidità di braccia.

Ovviamente, le attività fervono e così ci ritroviamo un'altra volta in pista, per vedere se riusciamo ad avvicinare, attraverso la telemetria, un giro ideale compiuto da un pilota istruttore. Al mio fianco trovo Kevin Ceccon, fresco campione in Auto GP e protagonista in GP3, insomma, uno dei nomi più concreti e promettenti dell'automobilismo italiano. Non posso fare brutta figura e così prendo nota dei suoi preziosi consigli per migliorare durante le delicate fasi della frenata e dell'inserimento in curva. Giro dopo giro, la MiTo Quadrifoglio Verde risponde al meglio e capisco l'importanza di viaggiare con un navigatore d'eccezione.

Finalmente, arriva il momento di scoprire, in pista la 4C, l'auto più desiderata e discussa dell'anno. L'esperienza è di quelle che lasciano il segno: una supercar compatta made in Alfa Romeo l'aspettavamo da anni e trovarsi a pochi cm da terra con il piccolo volante tagliato in basso e con il 1.750 cm3 da 240 CV che respira ottani da dietro le spalle è un'esperienza dal sapore mistico. Sarà per il telaio in carbonio, per il cambio che spara delle autentiche fucilate, o per la sensazione di sentirsi cucita addosso la vettura come fosse una naturale estensione del proprio corpo. A rendere il tutto ancora più entusiasmante ci pensa un rapporto peso/potenza inferiore a 4 kg/CV, capace di regalare una spinta  che appare inesauribile, quasi brutale, e riporta alla mente il legame dell'Alfa Romeo con il mondo delle competizioni. Difficile ritornare ai box dopo aver subito l'effetto 4C, perché la tentazione è quella di continuare a girare senza sosta e fare indigestione di accelerazioni laterali.

La pausa pranzo vola via in un attimo e la mente è proiettata al pomeriggio, dove le Giulietta diventano protagoniste nelle prove di frenata con evitamento ostacolo, e nel mini circuito, una sorta di otto realizzato con i coni, da percorrere il più velocemente possibile senza uscire dalla traiettoria ideale, reso ancora più insidioso da una zona bagnata artificialmente.

Per completare la giornata non c'è niente di meglio che testare la mitica 8C Competizione, e poi gettarsi a capofitto in un'altra full-immersion tra i cordoli con il circuito allungato in tutta la sua estensione. Ebbene, se la pista ci saluta offrendoci nuove chicane ed un'esperienza di guida ancora più completa ed entusiasmante, la 8C Competizione ci regala momenti indimenticabili.

Questa istant classic, realizzata in appena 500 esemplari, ha un fascino retrò incredibile, e guidarla incute un certo rispetto, nonché una certa responsabilità, visto il valore spirituale e materiale dell'auto in questione. Ma quando il V8 da 4,7 litri prende vita, con i suoi 450 CV, diffonde un sound tra i più coinvolgenti in assoluto, capace di far venire la pelle d'oca anche al più insensibile degli automobilisti, ed il piede destro non può far altro che dare manciate di gas sempre più corpose. Nonostante, la voce da tenore però, la 8C Competizione non è un mostro sputafuoco, ma una sportiva sincera, equilibrata e decisamente incisiva. Certo, ha un carattere più composto tra i cordoli rispetto alla 4C, come impone la massa superiore, ma riesce a coinvolgerti in modo diverso, più regale, ma assolutamente emozionante. E' in tutto e per tutto una vera sportiva italiana capace di far rivivere il passato proiettandolo nel futuro.

Emozionati, coccolati e premiati, riceviamo l'attestato di partecipazione il saluto dello staff e di Gordon de Adamich, e, per l'occasione, la visita gradita di un personaggio del calibro di Andrea de Adamich. Così, ci rimettiamo in viaggio, consapevoli di aver migliorato le nostre capacità di guida e di aver testato nella maniera migliore le Alfa Romeo di oggi mentre aspettiamo, con curiosità infantile, quelle di domani.

Se vuoi aggiornamenti su ALFA ROMEO inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
di Valerio Verdone | 27 ottobre 2014

Altro su Alfa Romeo

Alfa Romeo al Motor Show 2016
Eventi

Alfa Romeo al Motor Show 2016

Alfa Romeo sarà presente al Motor Show 2016 con diverse proposte, comprese la 4C Spider e la nuova Giulia Veloce.

Car of the Year 2017: ecco le auto finaliste
Mercato

Car of the Year 2017: ecco le auto finaliste

La Giulia tra le 7 finaliste del prestigioso concorso.

Alfa Romeo: 1.800 nuove assunzioni entro il 2018
Mercato

Alfa Romeo: 1.800 nuove assunzioni entro il 2018

Il Gruppo FCA ha annunciato 1.800 nuovi posti di lavoro nello stabilimento di Cassino per la produzione della Stelvio.