Suzuki celebra la partnership con la FIF al Sestriere

Nella splendida cornice della Val di Susa abbiamo testato i modelli Suzuki insieme agli istruttori FIF

Suzuki celebra la partnership con la FIF al Sestriere

Tutto su: Suzuki

di Valerio Verdone

17 maggio 2012

Nella splendida cornice della Val di Susa abbiamo testato i modelli Suzuki insieme agli istruttori FIF

La Suzuki ha una tradizione importante nel fuoristrada e nei veicoli 4×4, come confermano i dati che vedono le vendite globali del Marchio giapponese attestarsi intorno all’11% del mercato e quelle europee su una percentuale del 39%. Numeri importanti che scaturiscono da diversi fattori, come la costruzione di veicoli semplici e facili da trasformare e l’alta reperibilità dei pezzi di ricambio. Adesso con l’edizione limitata della Jimny, la Shiro, costruita in 150 pezzi, per celebrare i colori della bandiera giapponese creata nel XIII secolo, la Suzuki celebra una partnership importante: quella con la FIF, acronimo di Federazione Italiana Fuoristrada. Infatti, i primi 120 clienti della piccola fuoristrada avranno, fino al 30 giugno, compreso nei 17.500 euro necessari per l’acquisto della Jimny Shiro, un corso FIF per imparare le tecniche della guida in fuoristrada e sfruttare al meglio le doti del piccolo “Suzukino”.

Si tratta di una scelta responsabile tesa a divulgare la guida in sicurezza anche nell’off-road come abbiamo avuto modo di verificare al Sestriere, nella splendida cornice della Val di Susa, dove siamo saliti a bordo della Jimny e della Grand Vitara per affrontare passaggi laterali, dossi, twist e la guida all’interno di terreni fangosi. Grazie alla presenza dei istruttori FIF, una federazione che nel prossimo anno compierà 40 anni, siamo riusciti a compiere il percorso e ad affrontare senza timore lo sterrato immerso nel verde di questa località tanto bella quanto flagellata da tensioni sociali. Con la piccola della famiglia Suzuki basta inserire le ridotte e il gioco è fatto, le pendenze non fanno paura, il fango non oppone troppa resistenza e quando la pendenza laterale aumenta, basta affidarsi al suo sistema di trazione integrale per uscirne senza patemi d’animo. Con la Grand Vitara aumentano le dimensioni, qualche volta si può sentire la scocca che sfiora gli ostacoli soprattutto nel twist, dove le buche sono profonde e insidiose, ma fondamentalmente si viaggia comodi e sicuri, con in più la sicurezza di contare anche sull’asfalto sulla trazione integrale permanente. Quindi, mentre la Jimny, con la sua larghezza di appena 160 cm passa dappertutto, ma per strada si guida fondamentalmente con la sola trazione posteriore (in condizioni normali), la Grand Vitara, si difende alla grande nell’off-road, sbaragliando la concorrenza di molti SUV che strizzano l’occhio al fuoristrada ma non possono contare sulle ridotte, ma va decisamente bene anche sull’asfalto dove può sfruttare tutti i 129 CV e i 300 Nm del suo 1.9 DDiS con le ruote sempre in presa.

Guidare in fuoristrada richiede sempre un’attenzione maggiore rispetto alla guida sulle strade asfaltate perciò vogliamo condividere con voi alcuni suggerimenti degli istruttori della FIF. Per prima cosa non avventurarsi mai da soli, è meglio viaggiare almeno con due vetture dotate di verricello per uscire fuori dalle situazioni più difficili o da problemi imprevisti. Inoltre, nei passaggi laterali lasciate che la macchina viaggi da sola con le ridotte inserite, senza toccare il freno o l’acceleratore, e, soprattutto, cercate di sterzare dalla parte dell’inclinazione per recuperare equilibrio: seguire l’istinto, girando dalla parte opposta potrebbe farvi ribaltare. Infine, nel fango, quando la situazione si fa difficile, girate il volante a destra e a sinistra intervallando con colpi di acceleratore per recuperare aderenza.