La produttività in tempi di crisi? Aumenta se…

La spinosa situazione dell’industria dell’auto fa innalzare la produttività degli stabilimenti. In Italia Melfi fa 5 volte meglio di Pomigliano

La produttività in tempi di crisi? Aumenta se...

di Andrea Barbieri Carones

01 ottobre 2010

La spinosa situazione dell’industria dell’auto fa innalzare la produttività degli stabilimenti. In Italia Melfi fa 5 volte meglio di Pomigliano

Stabilimenti che chiudono, produzione che si sposta, investimenti congiunti, vendite in calo in Europa e sostenute in Asia: il sistema produttivo automobilistico mondiale sta cambiando a una velocità maggiore di quella dei pur attenti consumatori.

Ne è una prova la vicenda dello stabilimento General Motors di Anversa, in Belgio: i 1.300 lavoratori stanno combattendo per il loro posto di lavoro mentre i dirigenti cercano un investitore che scongiuri la chiusura di questo sito, nato 86 anni fa, dove oggi viene assemblata la Opel Astra. Peggio è andata negli Stati Uniti, dove i governi tradizionalmente non hanno mai messo “il becco” nelle questioni aziendali. Unica eccezione: GM, salvata fra i mugugni dei contribuenti ma pronta a chiudere il 2010 con profitti.

Per questo motivo, se in Europa non è stato chiuso un singolo stabilimento (almeno non ancora) grazie ai sussidi governativi, dall’altra parte dell’Atlantico siamo a quota 18. Questo alto tributo ha di conseguenza portato a migliorare la produttività di ogni singolo sito rimasto in piedi al punto che, per la prima volta dal 2006, gli Usa supereranno l’Europa in questa gara mai dichiarata a chi utilizza al meglio la catena di montaggio.

A fine anno gli impianti Usa saranno stati utilizzati in media al 72% della loro capacità, rispetto al 51% del 2009. Andrà peggio in Europa, dove gli stabilimenti hanno raggiunto a mala pena il 68%, grazie soprattutto alla grande richiesta proveniente dalla Cina. Cifre ancora lontane dall’80%, percentuale che – secondo alcuni analisti inglesi – rappresenta la soglia minima di redditività.

Naturalmente, quanto fatto registrare nel vecchio continente rappresenta una media: la Renault ha la percentuale più bassa, con il 62,8%, contro il 64,8% di Fiat e il 67,4% di Peugeot. Per quanto riguarda il Lingotto, la chiusura di Termini Imerese e lo spostamento della produzione della Panda a Pomigliano, probabilmente alzeranno la percentuale.[!BANNER]

Intanto i dati mostrano che i 5.000 lavoratori dello stabilimento alle porte di Napoli hanno prodotto 35.000 auto mentre i 5.280 di Melfi sono arrivati a 280.000. Semplice la divisione: a Pomigliano, ogni operaio assembla 7 auto all’anno contro le 35 di uno di Melfi. Nulla a che vedere con la bravura dei singoli addetti: solo una differente organizzazione.

Del resto che senso ha produrre di più se poi le macchine non si vendono? Se nel 2010 la produzione europea ha raggiunto i 27,5 milioni di unità, le vendite si attesteranno a 14,5 milioni, contro i 15,9 del 2009. E il resto? Esportate o posteggiate in magazzino in attesa di tempi migliori.

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