Addio ad Adalberto Carello, quello dei fari

E’ mancato questa mattina a Torino, dove è sempre vissuto e ha sempre lavorato. Una storia costellata di tanti successi sportivi

Addio ad Adalberto Carello, quello dei fari

di Francesco Giorgi

19 aprile 2010

E’ mancato questa mattina a Torino, dove è sempre vissuto e ha sempre lavorato. Una storia costellata di tanti successi sportivi

La Torino industriale saluta Adalberto Carello, il “re” italiano dei fari per auto, deceduto questa mattina nel capoluogo piemontese, all’età di 92 anni.

Carello, nato a Torino nel 1917, aveva portato avanti assieme al fratello Piero l’azienda di famiglia, fondata nel 1876 e che si è sempre occupata di impianti di illuminazione: Prima le lampade per carrozze, dopodiché, con l’espandersi agli inizi del ‘900 delle fabbriche automobilistiche a Torino, la Carello iniziò a occuparsi dei fari.

Il periodo di massima espansione avvenne fra gli anni ’70 e ’80, con il trasferimento della fabbrica in un modernissimo impianto in Corso Unione Sovietica, che arrivò a occupare 2.000 dipendenti. Nel 1985, il fatturato aziendale superò i 105 miliardi di lire. Nel 1987, l’azienda venne acquistata dalla Magneti Marelli, e Adalberto Carello lasciò il ruolo di presidente.[!BANNER]

Di primo piano l‘impegno sportivo, che ha visto la Carello per molti anni a stretto contatto con il Gruppo Fiat nella fornitura delle fanalerie supplementari per le auto da rally.

Sono rimasti nel mito, a questo proposito, i Megalux, che negli anni ’70 (e anche nella prima metà degli anni 80) rappresentarono, per i rallysti di casa nostra, il massimo che le auto da rally potessero montare.