Non paga in Germania, arrestato in Italia

Un automobilista compra un’auto a rate in Germania e interrompe il pagamento. Ma è subito arrestato dai Carabinieri dopo un controllo

Non paga in Germania, arrestato in Italia

di Andrea Barbieri Carones

12 aprile 2010

Un automobilista compra un’auto a rate in Germania e interrompe il pagamento. Ma è subito arrestato dai Carabinieri dopo un controllo

L’abbattimento delle frontiere europee ha portato a grandi cambiamenti nella vita di ogni giorno, in positivo e in negativo. Ne sa qualcosa un automobilista italo-tedesco, Paolo Lorusso, che tra il 2006 e il 2007 aveva acquistato un’auto in Germania decidendo di pagarla a rate. Fin qui, tutto normale. Poi, a inizio anno, aveva unilateralmente interrotto il rid bancario, che mensilmente portava soldi nelle casse del concessionario venditore, e si era trasferito nella sua Modugno, in provincia di Bari.

Convinto di averla fatta franca e di non aver più potuto essere rintracciato dalle forze dell’ordine tedesche – e tantomeno da quelle italiane – aveva iniziato a circolare liberamente con la sua vettura con targa tedesca. Fermato per un controllo dai Carabinieri, è stato arrestato per appropriazione indebita. Gli agenti, infatti, consultando la banca dati di Schengen si sono accorti che era ricercato e che su di lui gravava un mandato europeo di arresto ai fini estradizionali, emesso dalle autorità tedesche della città dove abitava.[!BANNER]

Questo atto è basato sul principio del mutuo riconoscimento delle sentenze penali ed è uno strumento destinato a rafforzare la cooperazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri per mezzo della soppressione dell’estradizione.Viene applicato dal 1° gennaio 2004.

 

Aggiornamento

In rettifica dell’articolo riportiamo la dichiarazione resa dal legale del Sig. Lorusso in data 24 agosto 2010: “Il mio assistito risulta vittima di uno spiacevole episodio dovuto ad una non corretta gestione della sua pratica in Germania ed assolutamente alcun provvedimento di arresto è stato mai emesso nei suoi confronti in Italia né, lo stesso, risulta avere precedenti penali”.

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