Incentivi esauriti? Basta retrodatare i contratti

L'escamotage viene applicato da alcune concessionarie per smaltire gli stock di veicoli in deposito. Tutti soddisfatti, a parte lo Stato

Dopo settimane di tira e molla, il governo ha preso la decisione defintiva. Stop ai bonus incentivi, il settore auto deve arrabattarsi da solo in questa contingenza di crisi, il sostegno dall'alto non può assolutamente risolvere la situazione. I fatti tuttavia dicono qualcosa di diverso, cioè che una parte dei concessionari continua ad applicare gli sconti per la rottamazione.

Scaduto ufficialmente lo scorso 31 dicembre, in realtà il provvedimento fissa il termine per le immatricolazioni al 31 marzo. Ed ecco servita una prova di italica furbizia: basta retrodatare alla fine di dicembre il contratto d'acquisto di un'auto nuova, e i giochi sono fatti. Clienti e rivenditori soddisfatti, Stato truffato, anche nel caso dei veicoli alimentati a metano e Gpl.

Come si è diffusa la nuova pratica? Attraverso il passaparola, con la connivenza in molti casi dei costruttori. Alcuni, in realtà, avrebbero alzato il veto categorico su operazioni di questo genere, altri invece hanno visto e vedono nell'escamotage la possibilità di smaltire lo stock dei mezzi già consegnati alle concessionarie. Una direzione suggerita dalla grave crisi del settore, che annuncia a partire da aprile cali negli ordinativi pari al 40%, e 15.000 posti di lavoro a rischio.

Ufficialmente, tutti negano che la rottamazione prosegua in maniera più o meno lecita con altri mezzi. Saranno tuttavia i numeri da stilare alla fine del trimestre a svelare l'arcano: per il momento si sono vendute 400.000 vetture, di cui 300 fanno ancora riferimento a contratti stipulati (regolarmente) nel 2009.

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